Aggressione dopo il derby al Nespoli, il racconto della vittima di Arzachena: “Veri attimi di terrore”

Ad essere aggredito sabato un ex dirigente dell’Arzachena Calcio.

Erano almeno in cinque. Uno sicuramente basso. Due più alti. “Ma c’era buio. Non si vedeva niente. E loro erano coperti”, dice. Vanni Pittorru non riesce ancora a crederci. Quella che ha subito sabato sera, all’uscita dello stadio Nepoli di Olbia, dopo la partita con l’Arzachena, è più di uno scontro tra tifosi. Più di un’aggressione.

Ha il sapore dell’infamia. Della vigliaccheria. Di chi se la prende con gli altri per il puro gusto di nuocere e far male. Vanni ha 48 anni. E’ un ex dirigente dell’Arzachena Calcio e va allo stadio da sempre. “Una cosa così è assurda non mi è mai capitata – prosegue -. E per fortuna che non ho portato mia figlia, che stava poco bene”.

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All’altezza del parcheggio del Nespolino, un gruppo di ultrà gli è saltato alle spalle e l’ha iniziato a colpire con catene e manganelli. “Non mi hanno rotto nulla, ma sono pieno di botte e lividi – racconta -. Hanno colpito me perchè ero tra i primi del gruppo di amici venuti da Arzachena a vedere la partita”.

Vanni è caduto per terra sotto la forza dei manganelli e allora il gruppo ha iniziato a colpirlo ai fianchi. “Meno male che non ero solo. Le urla, il rumore, hanno richiamato altre persone e le forze dell’ordine e io sono riuscito a fuggire”, spiega sollevato. Ma a fuggire è riuscita anche la banda di ultrà. La polizia ha cercato di rintracciarli, ma si era dileguata.

“Quello che è successo è assurdo – conclude Vanni -. Io sono una persona pacifica. Tutto è durato pochi minuti. Ma sono stati i minuti più terrificanti della mia vita”.

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