Luci di Natale e giocattoli pericolosi, maxi sequestro della Guardia di finanza di Olbia: nove denunciati

Individuata un filiera con diversi negozi in tutta la Gallura, multe per 200mila euro.

Luci di Natale pericolose, la Guardia di finanza ha sequestrato oltre un milione e mezzo di articoli. Nove le persone denunciare nel corso dell’operazione finalizzata al ritiro dal mercato di luci di Natale pericolose, decorazioni natalizie non conformi e giocattoli recanti marchi di fabbrica contraffatti. In particolare, i militari del Gruppo della Guardia di finanza di Olbia, hanno individuato una illecita filiera gestita da soggetti cinesi con diversi esercizi commerciali nei comuni della Gallura dove venivano venduti prodotti contraffatti, con false certificazioni di conformità e senza indicazioni sulla natura, qualità e origine della merce.

L’analisi degli elementi emersi nel corso di tali interventi consentivano di risalire a due importanti distributori della zona industriale di Sassari. Nel corso delle perquisizioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, venivano rinvenuti luminarie di Natale, giocattoli (personaggi in plastica, peluches, costruzioni cloni della Lego) recanti i marchi contraffatti dei principali protagonisti dei cartoni animati per bambini quali “Paw Patrol”, “Hello Kitty”, “Pokemon”, “Ben 10” “Trenino Thomas”, e personaggi della serie cinematografiche basate sui personaggi “Marvel” e “Walt Disney”. Tutti prodotto con il marchio Ce indebitamente apposto, e potenzialmente molto pericolosi.

Tra quelli maggiormente presenti, i giocattoli ispirati alla serie Pj Mask, con prodotti tutti riproducenti le versioni originali regolarmente acquistabili. L’operazione, denominata “Fireflies”, ha complessivamente consentito di sottoporre a sequestro 930mila luminarie natalizie per falsa attestazione di conformità, 65mila giocattoli contraffatti, 14mila giocattoli privi dei requisiti di sicurezza, 500mila articoli ludici e decorazioni natalizie privi delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo. Le attività, hanno consentito quindi di individuare e deferire all’Autorità Giudiziaria ben nove responsabili e irrogare sanzioni per quasi 200mila euro.