Basket, Fabiana Pinna maestra di vita sul parquet

La storia e gli obiettivi dell’allenatrice Fabiana Pinna.

Fabiana Pinna è l’allenatrice della squadra femminile della Santa Croce Basket, le gazzelle gialloblù: “Adoro stare con le bambine, capire i loro problemi e aiutarle a risolverli”. L’aspetto ludico che si intreccia con l’insegnamento tecnico: “Si devono divertire. Così facendo imparano a giocare a pallacanestro“. Il credo di Fabiana Pinna, 46enne sassarese. “Quartiere Latte Dolce. Mi raccomando. Ci tengo”. Dove Fabiana cresce respirando la salubre aria dell’oratorio. “Mi cimentavo in tutti gli sport possibili e immaginabili”. Prima che uno prendesse il sopravvento. Ma non era il basket. “Iniziai a praticare il judo. Mi è sempre piaciuto combattere”. Cintura arancione in poco tempo. Il tatami la sta per rapire per sempre, ma accade qualcosa.

“Un giorno la presidentessa della Fortitudo Saturnina Tanda, visitando l’oratorio, mi vide giocare a basket”. Quella ragazzona di 16 anni misura già 1 e 75. “Ero la più alta. Mi segnalò a Debora Tolu, sorella di Walter, all’epoca stella della Torres. Come allenatrice era bravissima. Mi innamorai della palla a spicchi“. Dopo tre stagioni si trasferisce a Cagliari, sponda Virtus, sotto le cure di Beppe Muscas. Fabiana gioca da pivot o da ala. Ma è un concetto di coach Muscas a definirne il valore: “Diceva sempre che ero il secondo playmaker in campo”. 12 anni di Virtus con la storica promozione in Serie A2. Un salto a Firenze dove entra nel giro della Nazionale, negato perchè qualcuno le mette i bastoni tra le ruote. Una parentesi nella sua Sassari. Dove incontra l’amore della sua vita, Giampaolo Mazzoleni, allora nelle file della Dinamo. “Fu un colpo di fulmine. Siamo assieme da 22 anni“. A metà della storia nascono i gemelloni Alessandro e Federico. “Meravigliosi”.

Fabiana torna a Cagliari e poi ad Alghero dove porta la Mercede in A2 per un’altra impresa dello sport sardo. Da 4 anni allena giovani speranze della pallacanestro sarda, dapprima alla Dinamo 2000, con Antonello Pilia e Barbara Renda “Con lei c’è un’amicizia speciale”. Quest’estate sposa il progetto gialloblù, assieme all’inseparabile Mazzoleni. “A quest’età le bambine sono spugne. Il mio obiettivo è vederle correre e passarsi la palla. I canestri arriveranno”. Tutto qui? “Nemmeno per sogno. In loro voglio vedere gli occhi di tigre”. Il basket come palestra di vita. “Il confronto sul campo fa crescere”. C’è differenza nell’allenare le femminucce rispetto ai maschietti? “Le bambine le devi conquistare. altrimenti non ti seguono“. Fabiana Pinna è riuscita a conquistare le gazzelle gialloblù? “Quando le vedo sdraiate sul parquet a contendere con le unghie la palla alle avversarie mi emoziono. E sono felice”.

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