Calcio, Giovanni Pittalis il signore del centrocampo

La splendida carriera della mezzala Pittalis.

Giovanni Pittalis è una delle espressioni più limpide di classe calcistica della nostra isola tra la metà degli anni ’80 e il 2000. “Il calcio ha segnato completamente la mia vita“. Chissà cosa pensava quel ragazzino di Bitti mentre andava a piedi ad allenarsi in quel campo così lontano da casa, “Ci allenavamo di notte e d’inverno faceva molto freddo“. Ma la maglia granata della Bittese era una tentazione irresistibile. “A 14 anni Ottorino Cusma mi fece esordire in Prima Categoria. Avevo la 7 sulle spalle, ma giocavo da mezzala”. La classe è qualcosa che si ha nel dna. Assieme ad altri valori: “Noi barbaricini mettiamo al primo posto la dignità e il rispetto“. Tre anni di faville per il suo paese prima che qualcuno lo noti. “Andammo assieme a Marco Pau in prestito al Tempio per il Torneo Città di Sassari”. L’anno successivo è Serie C2. “Trudu, Ennas, Sanna, Visconti. Un grande Tempio. Prima presenza in Coppa Italia contro il La Palma di Bernardo Mereu”.

Dopo l’estate arriva sulla panchina Giorgio Canali: “Gli devo tantissimo. Mi ha insegnato a vivere“. Non solo:”Mi reinventò da libero”. Una stagione d’oro che si interrompe bruscamente. “Mi ruppi la caviglia. La domenica dopo mi doveva visionare Beltrami, ds dell’Inter. Il primo treno passò così”. Per fortuna accanto a Giovanni ci sono già gli occhi verdi di Francesca. “Mi aiutò tantissimo”. Tre mesi di gesso ma all’ultima giornata Giovanni Pittalis da Bitti è di nuovo titolare: “Pareggiammo con la corazzata Viareggio e ci salvammo. Ho ancora i brividi“. Gli osservatori si passano la voce. A Tempio c’è un campioncino. E nel ’93-’94 Luciano Spinosi lo vuole al Lecce in Serie B. “Contratto triennale. Un altro mondo. Piazza caldissima. Televisioni in ogni angolo”. Un salto enorme che l’ex ragazzino di Bitti esegue alla perfezione. “26 presenze e 2 gol. Fui la rivelazione dell’anno“. Malgrado la retrocessione Pittalis è uno dei 4 confermati. Arriva mister Ventura. “Me la dovevo giocare con De Patre, il suo pupillo”. 16 presenze e vittoria del campionato. A luglio del ’95 il matrimonio con Francesca.

Una data scolpita nel diario della vita come il 16 maggio 1998: “Nedo Sonetti mi fece esordire in Serie A: Lecce-Piacenza. Entrai al posto di Giuseppe Giannini. Una favola lunga 42 minuti“. Baracca Lugo in C prima del ritorno a Tempio: “Una retrocessione atroce al 94′ nello spareggio con il Sora al “Manconi”. Il signore del centrocampo va a Coverciano e prende il patentino Uefa B. Prima della chiamata di Mauro Putzu. “Una persona speciale. Quando mi fratturai il ginocchio mi chiamò per rinnovarmi il contratto per altri due anni“. All’Olbia 4 stagioni indimenticabili. “Gian Mario Rassu, che era il capitano mi diceva sempre: Giovanni, il vero capitano sei tu”. Educazione e carisma. Doti che non si comprano. Seguono 4 campionati al Tavolara di Giovanni Antonio Pitta e 4 al San Teodoro. A 41 anni scarpette al chiodo. Ora è il responsabile tecnico del settore giovanile dell’Olbia. “Ho messo il mio bagaglio di esperienza a disposizione della società”. Con i valori di quel bambino innamorato della maglia granata. E Bitti nel cuore.

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