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SUMMARY:Continuano gli appuntamenti con il festival letterario “Ligghjendi”
DESCRIPTION:\nContinuano gli appuntamenti con il festival letterario “Ligghjendi”, sabato 1 giugno alle 19 presso la piazza del Sapere in via del Porto 45 a Santa Teresa Gallura. L’iniziativa è promossa dal Comune di Santa Teresa Gallura. \n\n\n\nProtagonista dell’evento Claudio Morici con lo spettacolo teatrale “la malattia dell’ostrica”. \n\n\n\nVediamo alcune curiosità sull’autore e sull’opera.\n\n\n\nDopo aver studiato decine di biografie per un programma tv sui libri, Claudio Morici ha avuto una sorta di illuminazione: gli scrittori sono tutti matti. Hanno subito guerre mondiali, miseria, traumi infantili, hanno avuto genitori terribili, come minimo un paio di grandi amori non corrisposti. E’ gente che sta malissimo, parliamoci chiaro. Ne trova conferma anche nella letteratura scientifica: percentuali di suicidio altissime, ricoveri superiori alla media, disturbo bipolare quasi sicuro, alcolismo diffusissimo. Il problema è che Claudio, scrittore anche lui, ha un figlio di 4 anni che manifesta già velleità autoriali. Che fare? Come comportarsi? Queste le domande che si pone. \n\n\n\nIl padre non ha dubbi: vietare l’utilizzo della penna! Censurare la poesia! Ma soprattutto lottare in incognito contro un sistema educativo che obbliga milioni di bambini e adolescenti a leggere il pensiero, la filosofia, il flusso di coscienza di persone che, vuoi o non vuoi, erano gravemente disturbate. Ed è proprio sulle vite di questi scrittori che Claudio, durante tutto lo spettacolo, interviene con rapide e significative schede biografiche. Si parla di Cesare Pavese che si è imbottito di farmaci in una squallida stanzetta d’albergo torinese, di Emilio Salgari che si è sventrato con un coltello da cucina. Psicotici come Campana, paranoici come Gadda, narcisisti come Gabriele D’annunzio. Giovanni Pascoli è morto di cirrosi epatica: il “fanciullino” era un’alcolista cronico che veniva raccattato per strada. Quanti lo sanno? Perché ci concentriamo sulla bellezza della perla e nascondiamo ai nostri figli e (e spesso a noi stessi) la malattia dell’ostrica che l’ha prodotta? Ma soprattutto, perché nonostante tutto questo, quando stiamo male ancora andiamo in libreria? Attraverso incursioni nella vita dei grandi della letteratura, Claudio troverà un modo per accompagnare suo figlio nella tempestosa età preadolescenziale. Ma soprattutto compie un viaggio a ritroso nella propria “età a rischio”, ripercorrendo un disagio personale che, come accade a milioni di persone, è stato curato proprio grazie alla bellezza dei libri, grazie al lavoro di coloro che hanno prodotto perle della letteratura. Perché gli scrittori, si sa, ci salvano la vita.\n\n\n\nAl termine dello spettacolo è previsto un piccolo buffet.\n
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