Nascono i gioielli in 3D: il bijoux del futuro a La Maddalena

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La piccola bottega artigianale di Aldo Vargiu.

Fila interminabile di visitatori nello stand «La pulce con la tosse» alla Maker Faire di Roma, l’edizione europea della fiera internazionale di New York del Movimento Maker. La Maker Faire è un evento che unisce scienza, fantascienza, tecnologia, divertimento e business dando vita a qualcosa di completamente nuovo.
È la fiera in cui business, education e consumer si mescolano e creano una magica alchimia: si impara, ci si diverte e si fanno affari. Ed è qui che “la Pulce con la tosse” ha avuto un grande successo. La piccola bottega artigianale, di Aldo Vargiu e le figlie Carlotta e Giulia, con sede fisica a La Maddalena si occupa di produrre complementi d’arredo originalissimi e decorazioni varie, ma anche produzione di accessori maglieria. Il loro obiettivo è mostrare al pubblico che cosa si può realizzare con le nuove tecnologie, a partire dalla stampa in 3D, ma non solo.

Le forme e i modelli esposti danno un’idea di quelli che potranno essere gli sviluppi della tecnologia applicata alla produzione di gioielli. Se, per esempio, i primi gioielli in 3D erano prodotti solo utilizzano polimeri, cioè una plastica, ora si possono realizzare anche in metallo, con materiali speciali che si solidificano dopo essere stati trattati dalla stampante. Ogni pezzo è progettato individualmente. Un futuro che è ancora tutto da scoprire. «La Pulce con la tosse» si è distinta su ben 1.500 partecipanti alla Maker di Roma per l’impiego delle stampanti in 3D nel mondo, che utilizza per la creazione di gioielli su misura.

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