A Santa Teresa si celebra la tradizione del matrimonio gallurese

La celebrazione domenica scorsa.

La celebrazione del matrimonio gallurese, che si è svolta domenica scorsa nel quartiere di Santa Lucia a Santa Teresa ha voluto rievocare l’unione storica tra le due famiglie che rappresentano simbolicamente le radici culturali del paese, l’una la tradizione lungunesa l’altra quella punzesa.

Per capire bene quest’unione bisogna tornare indietro nel tempo e cioè ai primi del ‘900, quando a Santa Teresa sbarcarono i primi pescatori provenienti dall’isola di Ponza, i punzesi appunto, che diedero vita a una comunità numerosa, che poi con gli anni si è amalgamata a quella lungunesa.

Tale comunità si è insediata in modo stabile nel quartiere di Santa Lucia, non a caso luogo teatro della celebrazione. Qui le due famiglie protagoniste della rappresentazione, quella dello sposo lungunesa e quella della sposa punzesa, dopo vari scontri verbali e alterchi decidono di mettere davanti a tutto l’amore reciproco dei giovani ragazzi.

Da qui si apre il rito della “pricunta”, la richiesta della mano della sposa. La sera prima i parenti dello sposo si recano nella casa della famiglia della sposa e dopo vari battibecchi il padre si convince a concedere la mano della figlia.

Il giorno seguente si celebra lu Coiu”, non solo rito religioso, ma anche momento di aggregazione tra le rispettive famiglie, il vicinato e le comunità d’origine.

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