Dai mesi bui del lockdown alle nuove opportunità del turismo a Santa Teresa

Un primo bilancio sulla stagione turistica a Santa Teresa.

Missione compiuta. L’obiettivo comune era sopravvivere al disastro turistico imposto dalla pandemia: obiettivo centrato. L’associazione Santa Teresa Gallura Experience si è formata durante la lunga quarantena primaverile e si è assunta il compito di sostenere l’economia turistica nella località costiera gallurese: oltre 50 imprenditori del settore hanno aderito all’iniziativa, proponendosi sotto un unico ombrello per sfruttare le potenzialità di una comunicazione condivisa e stimolare un processo di miglioramento generale dell’offerta turistica di Santa Teresa. Ma soprattutto, in quei mesi bui, la comprensibile priorità era salvarsi. Quindi la necessità era evitare il fallimento economico a fine estate e non chiudere per sempre le attività. A marzo e aprile, l’ipotesi di dover consegnare i libri contabili in Tribunale e chiudere tutto non pareva affatto remota. Invece ora si scopre che c’è tempo e spazio per risollevarsi: merito di un fine luglio/metà agosto che ha saputo ridare linfa ed entusiasmo al tessuto imprenditoriale di Santa Teresa.

“Il turista 2020 è stato atipico per Santa Teresa – spiega il presidente dell’associazione Marcello Mannoni – . Solo italiani, ovviamente. Abbiamo avuto molti più giovani rispetto agli anni precedenti. Meno famiglie. Sono probabilmente i figli di coloro che hanno comprato casa a Santa Teresa 20, 30 anni fa. I loro genitori, probabilmente, quest’anno hanno preferito non andare in vacanza e hanno lasciato la casa in Sardegna a disposizione dei loro figli, i quali magari venivano qui in vacanza da piccoli ma, una volta cresciuti, hanno poi passato le estati all’estero. Quest’anno sono venuti qui. Hanno un potere di spesa medio-alto e questo ci ha ovviamente aiutato. Se saremo stati bravi, è possibile che una parte di loro torni anche il prossimo anno. E poi c’è il turismo interno, quello sardo, su cui abbiamo puntato già da tempo e che nel 2020 ha dato buoni risultati”.

Secondo quanto dichiarato dai 50 e più imprenditori che aderiscono all’associazione, le presenze in paese sono state sufficienti per evitare la morte economica del settore. Perciò il risultato minimo è stato raggiunto. In alcuni casi, le prime due settimane di agosto sono state addirittura paragonabili a quelle dello scorso anno. Luglio è andato male ma in crescendo. Per alcune strutture, la stagione è iniziata a metà luglio, con tutto quel che ne consegue. A seconda delle attività, si è riscontrato un calo che va dal 70 per cento al 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’ultima settimana di luglio, però, aveva dato segnali incoraggianti per agosto e le previsioni, fortunatamente, si sono avverate.

Ad agosto è impossibile fare una media ponderata unica relativamente alle prime due settimane di questo mese: le strutture alberghiere e, in generale, chi offriva molti posti letto, ha sofferto molto a luglio e ha provato a tenere botta ad agosto. Per questo tipo di attività (ma solo per loro) le prime due settimane del mese corrente hanno visto un calo del 30/40 per cento. Mentre le piccole aziende – in alcuni casi microaziende – che propongono altri tipi di servizi (ristorazione, escursioni, shopping, piccoli B&B etc) hanno fatto registrare dati migliori, sempre nella prima quindicina di agosto. Perdite dal 25 al 10 per cento rispetto al 2019, quindi molte contenute. In certi casi – soprattutto per le escursioni, perciò turismo sportivo, e per alcuni ristoranti – la prima parte di agosto 2020 è stata sullo stesso livello del precedente. Qualcosa di impensabile fino a 2 mesi fa.

L’associazione comprende attività di ogni tipo, tutte legate in vario modo al turismo: servizi di trasporto, ristoranti, hotel, locali, diving, agenzie immobiliari, agenzie di viaggio, escursionisti in bici, in canoa, in barca; guide turistiche, una cooperativa per la gestione dei siti archeologici, agriturismi, maneggi, boutique, b&b e molto altro. Il lavoro in sinergia consente di attrarre i turisti e di accompagnarli per tutta la durata della vacanza, rispondendo in tempo reale a ogni esigenza, proponendogli tutte le possibilità comprese nel pacchetto: quale struttura scegliere tra quelle proposte da Santa Teresa Gallura Experience; dove mangiare, dove passare le serate, quali locali frequentare per gli aperitivi vista mare, che escursioni fare per godersi la vacanza esperienziale.

Elisabetta Sposito, titolare dell’agenzia Fc Travel (che funziona da collettore tra le varie attività iscritte all’associazione) spiega: “Abbiamo rodato il meccanismo, in previsione del 2021. Lo abbiamo fatto in un momento difficilissimo, abbiamo passato momenti di sconforto assoluto, anche a giugno. Tuttora la situazione è molto difficile però siamo ancora qui, tutti attivi, in piedi, e personalmente sono contenta di come ha funzionato il sistema che, ricordiamolo, è stato impiantato solo da pochi mesi”.

“L’associazione ci sta permettendo di ottenere visibilità sui social e sulla stampa, e il paese ne ha un grandissimo bisogno – conclude Marcello Mannoni – . Inoltre, stiamo lavorando per fare in modo che la proposta turistica si svecchi e non offra solo mare e spiaggia ma dia altri servizi, secondo noi necessari per migliorare l’attrattività di Santa Teresa. Il punto è questo: quando arriva un momento di crisi come quello imposto dal coronavirus, si possono fare due cose. Rassegnarsi o cambiare. Tutti noi, tutti insieme, abbiamo optato per la seconda ipotesi. Pensiamo, conti alla mano, di aver fatto la scelta più saggia”.

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