Lo scrittore di Santa Teresa Solinas ci riporta a quando gli stranieri che rubavano il lavoro eravamo noi

Il romanzo dello scrittore Rino Solinas.

Quinta fatica letteraria di Rino Solinas, scrittore per passione e commerciante di professione. Alla presentazione del suo nuovo romanzo “Le campane suonarono a stormo” con sottotitolo “La tragedia degli operai sardi a Itri”, si ricordano fatti accaduti più di cento anni fa.

Due romanzi in uno, come descrive lo scrittore pattadese da 40 anni residente a Santa Teresa di Gallura. Il racconto richiama il dramma vissuto dai lavoratori sardi nel lontano 1911, epoca in cui numerosi isolani per sopravvivere andavano a cercare lavoro in altre regioni d’Italia. Ma ad Itri, in provincia di Latina, luogo dove i sardi non erano ben accetti, perché colpevoli di sottrarre il lavoro agli abitanti del posto, accadde un triste episodio di cronaca nera in cui morirono tre operai sardi.

L’uccisione di un signore itrese avvenuta anni prima, per opera di due sardi, fu il pretesto per attaccare la popolazione degli immigrati usurpatori. A ciò si aggiungeva il fatto che questi non pagavano il pizzo alla malavita locale, per poter lavorare nella costruzione della ferrovia. Un terribile giorno il suono delle campane attirò i lavoratori “stranieri” nella piazza del paese e qui si consumò il tragico evento, che vide i passanti cadere sotto i colpi dei fucili. Solinas sottolinea che a lasciarci la vita furono tre persone e non undici come la stampa ha sempre raccontato finora.

L’autore, infatti, precisa di essere andato a fondo della vicenda. “Io parlo di fatti dimostrabili, utilizzo personaggi di fantasia per raccontare fatti veri”, ha precisato Solinas.

E dunque l’altra faccia del romanzo è quella puramente di fantasia. Nel 1982, anno in cui è ambientato il racconto, il professore di una scuola di Fonni scopre che tra i suoi alunni c’è n’è uno che ha uno zio emigrato a Itri, che probabilmente era il parente che da tempo cercava. Questo zio è Cicutenne, nome singolare del personaggio attorno al quale ruota l’intera narrazione.

Soprattutto in primo piano c’è la storia d’amore di due ragazzi, l’una appartenente alla comunità di Itri e l’altro alla comunità dei sardi.
La passione dei due giovani sarà il filo conduttore di tutto il romanzo. Infatti per ammissione di Solinas, obiettivo dell’opera letteraria è riunire pacificamente le due comunità. Il sindaco di Itri, Antonio Fargiorgio, a tal proposito ha commentato attraverso un videomessaggio: “È giunto il momento di avviare una rimediazione di quell’evento”. “Non abbiamo bisogno di eventi campanilistici, né da parte di Itri né da parte dei sardi. Questa operazione culturale avviata da Solinas serve da segnale nei confronti delle nostre collettività”, ha detto il primo cittadino laziale.

C’è anche chi ha visto nell’opera del brillante scrittore un motivo di riconciliazione. L’assessore alla Cultura Stefania Taras è intervenuta ricordando come “Solinas ci ha fatto conoscere una pagina della storia cruenta in cui sono stati uccisi operai sardi al grido al rogo i sardignoli. Pertanto, spesso il diverso viene considerato un pericolo in una società malata”.

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