Alà dei Sardi, le fiamme non sono ancora spente. Comuni della Gallura in allarme: bruciati 1700 ettari di sughereti

L’incendio di Alà dei Sardi.

Nonostante il grandissimo dispiegamento di mezzi e persone, le fiamme continuano ad avanzare verso l’interno di Alà dei Sardi, ai confini con Padru. Questa mattina sono entrati in azione tre canadair e tre elicotteri, che si sono dovuti fermare a causa del forte vento di maestrale. Ma per tutto il giorno hanno continuato instancabili le operazioni di spegnimento i vigili del fuoco e i volontari.

Il primo bilancio dei danni in zona appare già drammatico. Si parla di oltre 1.700 ettari di sugherete andati in fumo tra ieri e oggi.

La colonna di fumo che si vede chiaramente da Olbia e su tutta la costa sud orientale fino a Posada fa  paura. Le fiamme nella zona di Alà dei Sardi sono iniziate a tornare alte in tarda mattinata e si sono  estese alle zone limitrofe spinte dal vento di maestrale. La zona da dove è partito oggi l’incendio si chiama di Filu e lepere ed è sotto il comune di Alà dei Sardi.

Ma rispetto al rogo di ieri, questo nuovo fronte si è spostato in una zona montuosa più interna. Dall’aeroporto sono decollati i canadair in supporto delle centinaia di persone impegnate per contrastare le fiamme tra Vigili del fuoco, personale di Forestas e Protezione civile.

I vicini comuni di Padru, Loiri Porto San Paolo e Olbia stanno monitorando costantemente la situazione. Ma non si registrano fortunatamente nuovi fronti. Il sindaco di Loiri Francesco Lai ha convocato il Coc, il comitato comunale per la sicurezza, per monitorare l’evolversi dell’emergenza, ma solo a scopo precauzione. Mentre ad Olbia si pattuglia intensamente il territorio con una ventina di squadre impegnate tra volontari, Vigili del fuoco e polizia locale.

Verso le 16 un focolaio è stato registrato alle porte di Loiri, vicino al cimitero, verso la località Montilittu, ma è stato domato in un paio d’ore.

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Intanto, tra ieri notte e questa mattina si sono registrate alcune chiamate al 118 per problemi respiratori a causa del fumo inalato dalle zone maggiormente colpite di Budoni e San Teodoro. Qualcuno si è rivolto anche alle Guardie mediche più vicine in cerca di assistenza.