Il sostegno della città di Tempio Pausania a pastori e agricoltori.
Il Comune di Tempio Pausania si schiera al fianco del comparto silvo-agro-pastorale sardo, alle prese con una crisi che mette a rischio la tenuta di numerose aziende e il futuro delle comunità rurali. Il sindaco Gianna Masu ha partecipato all’assemblea di Tramatza, mentre gli assessori comunali Fortunato Lucente e Susanna Careddu erano presenti a Cagliari, davanti al palazzo del Consiglio regionale, per manifestare il sostegno dell’amministrazione alle proteste e alle richieste di pastori, allevatori e agricoltori. La partecipazione degli amministratori tempiesi vuole rappresentare un segnale concreto di vicinanza a chi lavora quotidianamente nelle campagne, affrontando costi sempre più elevati e difficoltà economiche che rendono complicata la gestione delle aziende. Al centro della mobilitazione c’è la necessità di ottenere interventi capaci di garantire redditi adeguati, tutelare la dignità degli operatori e permettere alle imprese di continuare a investire nel proprio futuro.
Il prezzo del latte.
Tra le principali criticità figura il prezzo del latte, ritenuto ormai insufficiente a remunerare adeguatamente il lavoro degli allevatori. A pesare sui bilanci aziendali sono anche i rincari di mangimi, sementi e gasolio, oltre alle difficoltà legate all’applicazione della Politica agricola comune (Pac), che incidono sulla programmazione delle attività e sulla sostenibilità economica delle imprese. Il quadro è aggravato dalle emergenze sanitarie che colpiscono gli allevamenti, tra cui la lingua blu e la dermatite bovina. Situazioni che alimentano l’incertezza tra gli operatori e aggiungono ulteriori preoccupazioni a un settore già provato dall’aumento delle spese e dalla difficoltà di assicurare continuità produttiva.
La crisi, sottolinea l’amministrazione comunale, non riguarda esclusivamente chi alleva animali o coltiva la terra, ma coinvolge l’intero sistema economico e sociale della Sardegna. Dietro ogni azienda in difficoltà ci sono famiglie, occupazione e tradizioni che rappresentano una parte importante dell’identità dell’Isola. La chiusura delle attività agricole e zootecniche rischia inoltre di compromettere la vitalità dei centri rurali e di indebolire le economie locali che dipendono dalla produzione agroalimentare.
Un altro aspetto riguarda la tutela del territorio.
Impedire che le difficoltà economiche costringano gli operatori ad abbandonare le campagne significa anche preservare i terreni fertili e produttivi, evitando che possano diventare oggetto di interessi speculativi anziché continuare a essere una risorsa per le comunità. Difendere agricoltura, allevamento e pastorizia significa quindi salvaguardare la sovranità alimentare, proteggere il paesaggio, mantenere vive le aree rurali e garantire opportunità di lavoro alle nuove generazioni. L’obiettivo è permettere alle campagne sarde di restare luoghi produttivi, capaci di generare reddito e benessere, offrendo a chi vi opera la possibilità di investire e costruire il proprio futuro. Da qui l’appello a un impegno condiviso delle istituzioni, a tutti i livelli, per affrontare le criticità del comparto e individuare soluzioni concrete e durature.
