Berchidda dice no ai nuovi vincoli ambientali della Regione

berchidda panorama dall'alto

Il no ai vincoli imposti dalla Regione a Berchidda.

Prosegue il confronto tra le amministrazioni locali e l’assessorato regionale della difesa dell’ambiente in merito all’ampliamento della rete Natura 2000 e all’istituzione di circa 8mila ettari di nuove zone di protezione speciale. Nel corso dell’ultimo vertice, il Comune di Berchidda ha formalizzato la propria contrarietà all’applicazione dei nuovi vincoli sul territorio comunale. Ritiene, infatti, non sufficientemente esaustive le argomentazioni presentate dalla Regione Sardegna. Il tema si inserisce all’interno del piano regionale volto ad adempiere alle direttive comunitarie per la tutela della biodiversità e dell’avifauna a rischio. Un obiettivo che tuttavia richiede una sintesi equilibrata con le attività produttive già presenti nell’area.

Dal punto di vista dell’amministrazione comunale e degli operatori locali, la proposta di perimetrazione solleva forte preoccupazione per le possibili conseguenze negative sul piano burocratico e operativo a carico delle aziende agricole, zootecniche e vitivinicole della zona. La posizione espressa da Berchidda evidenzia come il territorio sia già inserito in un contesto di gestione e cura costante da parte degli agricoltori e degli allevatori. Il loro lavoro quotidiano costituisce un elemento di presidio e salvaguardia dell’ambiente. L’applicazione di una nuova disciplina conservativa suscita timori per l’eventuale introduzione di iter autorizzativi più articolati. Potrebbero incidere sui tempi di realizzazione degli investimenti aziendali e sulla gestione ordinaria dei fondi.

Da parte sua, l’assessorato della difesa dell’ambiente persegue l’obiettivo di garantire la conservazione degli habitat naturali. Coordina la procedura attraverso le fasi previste dalla normativa, inclusa la raccolta delle osservazioni da parte degli enti territoriali. L’iter amministrativo prevede infatti una fase di consultazione pubblica. I Comuni e i portatori di interesse possono presentare dati e integrazioni prima della decisione finale. Il confronto rimane aperto in vista dei prossimi passaggi istituzionali, necessari per definire un quadro normativo che contemperi la protezione dell’ecosistema con le esigenze di tutto il comparto agro-pastorale e vitivinicolo del paese.

Condividi l'articolo