Scuole sicure e più fondi, gli studenti di Olbia scendono in piazza

Scuole sicure e più fondi, gli studenti di Olbia scendono in piazza

La protesta degli studenti nel centro di Olbia.

Un corteo per chiedere scuole più sicure, strutture adeguate e maggiori investimenti nell’istruzione. Questa mattina gli studenti delle scuole superiori di Olbia sono scesi in strada, aderendo alla giornata di mobilitazione studentesca nazionale, per denunciare le criticità del sistema scolastico e chiedere risposte concrete alle istituzioni. La manifestazione è partita dal liceo scientifico Mossa e ha raggiunto il Municipio, coinvolgendo ragazze e ragazzi provenienti da diversi istituti cittadini. Al corteo hanno preso parte gli studenti del liceo classico Gramsci, degli istituti Panedda e Deffenu e del liceo artistico e musicale De Andrè.

Le richieste degli studenti.

A raccontare le ragioni della protesta sono stati soprattutto gli striscioni e i cartelli portati in corteo. Tra le frasi più significative, “La pazienza è finita come i fondi per la scuola”, uno slogan che riassume il malcontento dei manifestanti per le condizioni degli edifici scolastici e per quelle che considerano risorse insufficienti destinate all’istruzione. Gli studenti hanno denunciato strutture che, a loro giudizio, necessitano di interventi e manutenzioni, chiedendo ambienti più sicuri e adeguati alle esigenze di chi ogni giorno frequenta le lezioni. La protesta ha riguardato anche la precarietà degli insegnanti, indicata come un problema che rischia di compromettere la continuità didattica e la qualità dell’insegnamento. Un’altra contestazione ha interessato la distribuzione delle risorse pubbliche. I manifestanti hanno criticato le scelte di spesa dello Stato, sostenendo che i finanziamenti dovrebbero essere indirizzati maggiormente verso scuole e istruzione anziché verso gli armamenti.

Gli slogan per difendere il diritto allo studio.

Durante il percorso verso il Municipio, i cartelli hanno dato voce alle richieste degli studenti, con messaggi incentrati sul diritto all’istruzione e sulla necessità di garantire condizioni dignitose a chi studia. “Lo studio è un diritto, non un privilegio” è una delle frasi esposte, insieme a “Studenti in lotta, la scuola non si tocca“. Tra gli slogan anche “Non chiediamo miracoli, chiediamo una scuola“. Tra i cartelli comparsi durante la protesta anche un riferimento musicale e politico a Fabrizio De André. Una studentessa ha portato la frase “Verremo alle vostre porte e grideremo ancora più forte“, tratta da La canzone del maggio.

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