Mascherine e distanze: a cena in pizzeria a Olbia con la fase 2

Al ristorante nella Fase 2.

Come è cambiato andare a cena fuori durante la fase2 del coronavirus. In tanti hanno atteso a Olbia ed in Gallura la riapertura dei ristoranti e pizzerie. Ma il ritorno a tavola non è stato, come era chiaro, uguale a prima della pandemia.

Obbligo di rispettare le distanze, personale che lavora con mascherine e guanti. Sono le prime cose che si notano quando ci si siede nei tavolini dei locali, che finalmente hanno ripreso le loro attività.

Per capire come sia cambiato andare al ristorante decidiamo di provare di persona in una storica pizzeria di Olbia. Decidiamo che forse è meglio prenotare, visto che è venerdì sera e visto che forse potrebbe esserci coda. Chiediamo di riservarci un tavolo per due per le 21. Il cameriere appunta, non fa nessuna ulteriore domanda e riaggancia. Fin qui sembra tutto come prima.

Arrivati all’esterno della pizzeria capiamo che l’idea di prenotare è stata azzeccata. C’erano 4 clienti fuori ad aspettare, tutti con la mascherina e che mantengono una parvenza di distanza. L’abbiamo anche noi tirata su fino sopra al naso. Ci rivolgiamo al cameriere e diciamo che abbiamo prenotato. Un lascia passare che ci fa saltare la fila, anche se forse non avremmo dovuto aspettare troppo in fila.

Nel locale c’è meno gente di quella che ci si aspetterebbe o, comunque, meno di quella che avremmo trovato prima. “Siete congiunti?”, chiede il cameriere dotato di mascherina e guanti. Lo guardiamo un po’ smarriti per il senso della domanda. Rispondiamo di sì, ci pareva chiaro.

Ci sediamo uno di fronte all’altro e anche questo sembra tutto normale. Il tovagliolo è invece di carta, rispetto a quello che si trovava di solito in tessuto. I tavolini sono ben distanziati e in un angolo c’è il distributore di gel igienizzante.

La mascherina l’abbiamo ancora sul viso. Non capiamo bene cosa farne, quando la si può togliere e dove metterla. Quando arriva il cameriere ci porta il menù stampato su un foglio in bianco e nero. “È usa e getta”, ci spiega. Decidiamo che è arrivato il momento di togliere la mascherina, ma quando vogliamo andare in bagno per lavarci le mani ci assale un dubbio: “Dovremmo indossarla?”. La risposta è sì, va indossata.

La pizza è buona come quelle che si mangiavano e pure questo ci sembra uno squarcio di normalità. Il cameriere passa, però, meno tra i tavoli per chiedere se abbiamo bisogno di qualcosa. Avremmo voluto bere un’altra birra. Pazienza, va bene anche così.

In cassa c’è un’altra coppia in fila prima di noi. Ci disponiamo a distanza ordinatamente. La pizzeria ha installato la barriera in plexiglas per limitare i contagi quando si paga il conto. Estraiamo la tessera bancomat e diamo il dovuto. Forse prima avremmo usato con più favore i contanti, ma ora…

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