Morti morti sì o no, cosa pensano le mamme e cosa dice il decreto

La tradizione dei Morti Morti in Gallura.

Morti morti si, morti morti no. Domani 2 novembre, giornata in ricordo dei defunti, in Gallura e in Sardegna si festeggiano i Morti Morti, con nome diverso in base alla località. Come da usanza i bambini girano per le case di vicini e parenti per raccogliere frutta secca, caramelle, dolci sardi e monetine da donare alle anime.

Quest’anno è un anno duro per le tradizioni a causa della pandemia e la paura entrata a far parte nella quotidianità di tutti o quasi. “Quest’anno non è il caso di mandare i nostri bambini in giro per le case a fare morti morti. Ci sono troppi casi positivi in giro, non voglio rischiare”, dice Debora mamma di una bimba di 7 anni di Olbia. “Noi abitiamo su una palazzina dove ci conosciamo tutti, quindi busseremo alle porte dei nostri vicini ma non ci sposteremo in giro per il paese”, dice la mamma di Giulio di 5 anni di Arzachena.

È un anno difficile per le belle tradizioni che caratterizzano la Gallura ma la paura è tanta e la sicurezza per molti viene prima di tutto. “Sarebbe da incoscienti girare per le case con i bambini anche se si conosce chi ci vive. Purtroppo non si sa mai con chi le altre persone vengono a contatto e rischiare per delle caramelle non ne vale la pena”, dice preoccupata Marta, una mamma di Budoni.

In base al nuovo Dpcm non è prevista nessuna limitazione per quanto riguarda lo svolgimento di questa giornata in particolare, se non l’obbligo di utilizzo di mascherine per i bambini con età superiore ai 5 anni e l’uso dell’igienizzante all’entrata e all’uscita dei locali. In tanti si sono già adoperati con buste di caramelle e dolciumi già confezionati da lasciare sulle porte in attesa dei bambini. Resta il fatto che quest’anno questa ricorrenza sarà vissuta e ricordata in maniera anomala.

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