Calcio giovanile, Enea Selis in nome del padre

Il miracolo sportivo del Torneo “Manlio Selis”.

Enea Selis è l’organizzatore del torneo calcistico internazionale categoria esordienti più importante d’Italia, uno dei primi tre a livello europeo “La prossima sarà la 22^edizione”. Il “Manlio Selis” è il sogno realizzato di un lurese doc che nel 1997 pensò di intitolare  quello che sarebbe diventato un vero e proprio gioiello al suo indimenticabile padre appena scomparso:”Sono certo che ad ogni minuto di raccoglimento prima della finale lui sorride felice da lassù“. Manlio Selis non era di certo uno qualunque . “Con due amici comprò il terreno dove ora sorge il Campo Sportivo Limbara e lo donò al Comune. Fondò la squadra del Lauras di cui fu primo presidente e primo allenatore”. I colori sociali non potevano che essere bianconeri: “Era un tifoso di Boniperti: andò a Sassari a conoscerlo personalmente e ne nacque un’amicizia familiare che dura tuttora”.

Sangue juventino, ovviamente, anche per Enea che ha un solo cruccio: “La Juventus non ha mai vinto il torneo”. Quando succederà babbo Manlio, da lassù, urlerà di gioia. Un’impresa titanica quella di Enea Selis: “Nel 2008 mi sembrava incredibile aver coinvolto 6 squadre professionistiche. Se tutto va bene l’anno prossimo saranno 18“. E le partecipanti, che quest’anno sono state 40, diventeranno 48. “Il Chelsea è presente ininterrottamente da 10 anni. Un mese dopo la fine del torneo chiamano per avere un posto nell’edizione seguente”. Livello tecnico elevatissimo. “Ogni anno si incrementa. Le partite tra le grandi sono uno spettacolo puro”. Enea Selis passione e pazzia. “La nostra manifestazione è un vero e proprio miracolo sportivo“. Fatto tutto in casa. “80 volontari compongono la macchina organizzativa”. Calcio e promozione della Sardegna. “Il ritorno turistico è incommesurabile”. 2200 persone che riempiono le strutture ricettive a cavallo tra maggio e giugno. Olbia, San Teodoro, Budoni, Posada, Luras, Siniscola, Santa Teresa e Palau i centri sedi in questi due decenni della kermesse. “Le Amministrazioni Comunali ci hanno dato sempre una grossissima mano. Senza il loro sostegno sarebbe stato impossibile”.

La fama del “Manlio Selis” è arrivata sino in Estremo Oriente. “I giapponesi del Kashima Antlres sono rimasti entusiasti garantendo la loro presenza anche nel 2018 provvedendo autonomamente alle spese di viaggio “. Sport e cultura. Calcio e promozione turistica ed enogastronomica. “Aldilà del discorso prettamente calcistico, comunque importante, sono questi gli aspetti a cui tengo in particolar modo”. Dove vuole arrivare Enea Selis? “Ogni edizione cerco di alzare l’asticella invitando addetti ai lavori, dirigenti e giornalisti di prim’ordine”.  C’è una squadra che non è ancora riuscito a portare in Sardegna? “Il Barcellona. La “cantera” blaugrana è la migliore in senso assoluto. Finora è stato il mio sogno proibito”. Magari da lassù proverà a far qualcosa babbo Manlio. Vedere la sua Juve battere i catalani in finale al “Limbara” di Luras sarebbe qualcosa di meraviglioso. Quando glielo dico Enea di colpo si commuove e con gli occhi lucidi confessa: “Ho rivissuto in un istante questi vent’anni di sacrifici”. In nome del padre. L’anima sorridente che aleggia su quella che è a tutti gli effetti una piccola Champions League. Splendida vetrina calcistica, e non solo, dell’isola più bella del mondo.

 

 

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