Pallavolo, Giorgia Baldelli destino isolano

La storia della schiacciatrice del Capo d’Orso Baldelli.

Giorgia Baldelli, schiacciatrice del Capo d’Orso Palau, rappresenta una pagina importante della storia della pallavolo italiana. Ha iniziato a scriverla a Cividate al Piano, minuscolo centro del bergamasco. “Giocavamo con gli amici della via. Il cancello di casa era la rete“. Giorgia pratica già lo judo e il salto in alto, ma il volley la intriga a tal punto che si iscrive di nascosto nella squadra del suo paese. “La mamma non voleva”. Una disobbedienza che inizia a segnare il destino della pallavolista Giorgia Baldelli. “Dopo un paio d’anni giocammo un’amichevole con le pari età della Foppapedretti Bergamo“. All’epoca la Juventus del volley in rosa. “Mi selezionarono per la loro Under 14“.

Giorgia brucia le tappe. A 16 anni è in prima squadra. “I primi tempi ero incredula” Fianco a fianco nello spogliatoio con la Cacciatori e la Piccinini. “Sino a poco prima asciugavo loro il parquet con lo spazzolone”. Un sogno realizzato. “Atlete di altissimo livello e persone fantastiche. La Piccinini aveva 23 anni e mi prese sotto le sue cure. Mi ha insegnato tantissimo sia sotto l’aspetto tecnico che sul piano caratteriale“. Una palestra di vita fondamentale. “Ho capito cosa vogliono dire sacrificio e voglia di arrivare. Loro arrivavano per prime agli allenamenti ed uscivano dal campo per ultime”. Due scudetti e una Coppa Cev. “Giocavo poco, come era giusto che fosse. Ma quel periodo è stato essenziale per la mia formazione”. Assieme ai dettami di allenatori del calibro di Caprara, Di Pietro e Fresa, tra gli altri.

Cinque anni a Reggio Emilia per esprimere al meglio la sua maturità agonistica. Prima dell’arrivo nel pianeta B. Collecchio, Vigolzone e Breganze precedono l’atterraggio in Sardegna. “Sin da bambina ci ho fatto le vacanze. La mia famiglia ha una casa a Barisardo. Quando il mio procuratore mi ha proposto l’Hermaea ho accettato in un attimo”. Innamorata dell’isola. “La mia seconda casa. Si fa fatica a stare male qua. Adoro il carattere dei sardi. La loro generosità e il loro essere solari“. Il destino prosegue il suo corso. Inesorabilmente. “Su un campo di pallavolo ho incontrato Andrea Trova, l’anno prossimo ci sposeremo”. Il capitano della Pallavolo Olbia è frutto del destino? “Sono una sognatrice. Credo in queste cose”.

Nel frattempo la Baldelli continua a fare sfracelli in B nelle file del Capo d’Orso Palau. “La pallavolo è cambiata. Preferivo quella più tecnica con cui sono cresciuta. Adesso prevale la fisicità“. I risultati sono sempre gli stessi. “Palau è una splendida realtà. Una società familiare gestita alla perfezione da Antonella e Angelica Frediani assieme a coach Guidarini“. In Gallura sodalizi e dirigenti di notevole spessore. “Francesco Marcetti e Gianni Sarti non sono certo da meno“. Fino a quando giocherà Giorgia Baldelli? “Ho 33 anni. Spero tra qualche tempo di poter allevare un nostro piccolo“. Se il dna conta qualcosa potrà anche diventare un campioncino. “Speriamo”. E giù un sorriso che vale molto più di un match ball portato a casa.

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