Buddusò celebra il suo poeta Tucconi in occasione dei 50 anni dalla sua morte

Una serata ricca di ricordi e aneddoti.

Buddusò ha celebrato il suo poeta Salvatore Tucconi in una serata dedicata a lui in occasione dei 50 anni trascorsi dalla sua morte avvenuta a Buddusò il 24 marzo del 1968 all’età di 83 anni. Il ruolo di moderatore è stato svolto da Piersandro Pillonca, figlio dell’indimenticabile Paolo  infaticabile studioso e promotore di eventi della poesia a bolu, bravissimo nell’introdurre i relatori. 

Il primo intervento è stato quello dell’Assessore comunale della Cultura Tomaso Tuccone,  oltre che portare il saluto ai presenti giunti numerosi da diversi centri della Sardegna, ha ringraziato il presidente della locale pro loco Cinzia Pisanu e le ragazze del servizio civile addette alla biblioteca per lavoro svolto in questi giorni.

Il ricordo di tiu Barore, afferma l’assessore, nonostante siano trascorsi 51 anni, dall’ultima gara disputata a Narbolia insieme a Piras, è rimasto sempre vivo nella memoria dei buddusoini e degli estimatori delle gare di poesia estemporanea. Fu senza alcun dubbio, continua l’assessore, uno dei maggiori, probabilmente il più grande fra i poeti che disputavano le gare di poesia a bolu sotto le stelle. Sicuramente il buddusoino che ha dato più lustro a Buddusò nel periodo che va dal 1919 al 1969.

Il merito più importante di tiu Barore fu quello di aver dato una nuova caratteristica alla poesia estemporanea sarda, sino ad allora limitata a pochi argomenti, che solitamente  si riferivano a fatti e problemi quotidiani. Tucconi convinse gli organizzatori delle gare a sostituire i vecchi temi con argomenti nuovi. Bostianu Pilosu ricorda l’importanza che hanno avuto le gare di poesia a bolu in Sardegna sino alla fine degli anni sessanta del secolo scorso e la considerazione che avevano i poeti fra le popolazioni della Sardegna. Giuseppe Molinu esordisce ricordando alcune testimonianze che gli sono state rilasciate nel corso della sua ricerca da alcuni importanti poeti improvvisatori, che con lui hanno disputato nel corso della quasi cinquantennale carriera, e di alcuni studiosi e appassionati”.

Il poeta bonorvese Pepe Sozu nel 2006 alla richiesta di attribuire degli aggettivi che potessero rappresentare in breve il poeta Tucconi, rispose utilizzando le parole:” Potente e Piccante” – destinando il primo aggettivo alla sua cultura corposa sebbene conseguita da autodidatta, e  riferendo il secondo all’uomo dalla forte personalità e originalità.Di grande riconoscenza e stima le parole del compianto poeta di Silanus Mario Masala, che raccontò dell’allora sessantaseienne Tucconi, il quale a partire dal loro primo connubio sul palco, si prodigò per incoraggiarlo e consigliarlo benevolmente. “Le sue otavas non erano scontate, era un grande argomentatore. Prediligeva i temi classici e soltanto un pubblico acculturato ne carpiva a pieno l’essenza, fit un’òmine giustu”.  

“Òmine ìntegru” lo definì  il professor Paolo Pillonca, il più grande studioso della poesia improvvisata logudorese, che lo riteneva “uno dei più grandi improvvisatori, argomentatore profondo, capace di avvalorare le ragioni del tema sorteggiato per delle ore senza risparmiarsi mai, neanche quando era più avanti con l’età”. Indubbiamente, conclude Molinu, il percorso del poeta Salvatore Tucone ci ha lasciato un patrimonio artistico di grande valore, autorevole esempio per le nuove generazioni. Bruno Agus, mi sarebbe piaciuto tanto conoscere tiu Barore, e perché no cantare insieme a lui in qualche gara, questo per me sarebbe stato un grandissimo privileggio. Grazie a degli scritti, testimonianze e  registrazioni siamo in grado di capire il modo di cantare e il suo valore.  Tucconi è stato uno dei riformatori della poesia estemporanea sarda, come lo è stato il poeta ozierese Antonio Cubeddu che ha avuto l’idea di far esibire i poeti in un palco.

Tiu Barore aveva capito che con quest’arte si potevano sviluppare temi molto più interessanti e di sostanza di quelli che venivano cantati sino ad allora, inoltre, aveva la convinzione che la poesia estemporanea poteva e doveva essere un veicolo culturale. Questo non piacque ai poeti anziani abituati a cantare i soliti temi. Tucconi riuscì ad imporre la sua idea e tutti gli altri poeti si sono dovuti adeguare. Se il poeta Raimondo Piras aveva raggiunto una certa fama lo doveva, in parte, anche a Tucconi Con le sue ottave riusciva a soddisfare il pubblico più esigente e colto. Gli avversari,   consapevoli che poteva affrontare qualsiasi argomento senza essere messo in difficoltà  ne erano intimoriti.

Giuseppe Porcu, ho iniziato ad apprezzare a tiu Barore  dopo aver ascoltato e letto una piccola parte della sua produzione poetica. Oggi sono un suo grande estimatore. Ciò che maggiormente mi ha colpito  di Tucconi è la profondità dei versi nell’argomentare un tema. La finezza, il pregio e la raffinatezza di certe risposte che riusciva a rendere  esaustive con i primi due versi  riuscivano a meravigliare e coinvolgere un pubblico attento e preparato. E’ intervenuto il poeta estemporaneo Zizi che ha ricordato diversi aneddoti su alcune gare poetiche svolte insieme a Tucconi.

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