Siccità, la Gallura tra le zone più colpite della Sardegna

La situazione.

Secondo l’istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr), il 2017 è stato in Italia l’anno con la peggiore siccità da quanto esistono misurazioni accurate, cioè dal 1800 a oggi: le precipitazioni a livello nazionale sono diminuite del 30% con picchi in agosto (-82%) e ottobre (-79%). Record anche per le temperature: è stato il quarto anno più caldo di sempre con +1,3°C rispetto alla media.

In Sardegna, dai dati della Rete pluviometrica regionale risulta che già nell’anno idrologico 2015-2016 sono state registrate piogge inferiori alla media. Nell’anno in corso si sono registrati deficit di pioggia ancora maggiori.

I valori più critici sono quelli relativi alle aree idrografiche della Gallura, del Logudoro, del Campidano, dell’Iglesiente, di Montevecchio, del Tirso, nelle quali le altezze di pioggia annuali rilevate nel triennio 2015-2017 sono risultate nell’80-90% (e talvolta del 95%) dei casi inferiori a quelle rilevate nel periodo 1922-2017. Nelle aree idrografiche sopra citate le altezze di pioggia dell’anno idrologico 2016-2017 (periodo ottobre 2016 – settembre 2017) cumulate alla data del 12.09.2017 sono risultate le più basse mai registrate dal 1922. (Fonte Autorità di Bacino della Sardegna/ Indagine conoscitiva sull’emergenza idrica  richiesta dalla VIII Commissione della camera dei Deputati). Non va meglio nel nuorese, dove il 2017 si configura come annata critica, e nonostante gli apporti delle nevicate di gennaio, risulta come il più siccitoso dell’ultimo decennio (Fonte Arpas/Stazione meteo Fonni).

In Sardegna la Regione attraverso l’Enas, Ente Acque della Sardegna, gestisce il Sistema Idrico Multisettoriale dell’Isola, fornendo acqua grezza per gli usi potabili (circa 220 milioni di metri cubi l’anno), irriguo (circa 450 milioni di metri cubi l’anno) e industriale (circa 25 milioni di metri cubi l’anno)

Sul fronte idropotabile, è siccità idrologica quando le riserve d’acqua di una regione si trovano al di sotto della media. Le riserve d’acqua includono la risorsa presente in un bacino idrografico, in un lago, nella falda freatica, nei bacini artificiali. Essendo la Sardegna alimentata per l’85% da invasi artificiali, l’assenza quasi totale di precipitazioni nell’ultimo semestre ha peggiorato una situazione già drammatica, al punto da portare a una preoccupante stima per diverse zone della Sardegna:  in assenza di consistenti perturbazioni si può parlare di disponibilità di risorsa nell’ordine di pochi mesi ancora.

E’ scritto nella relazione dell’Autorità di bacino della Sardegna Secondo la relazione presentata in settembre alla Commissione Ambiente: “i  dati dei volumi idrici invasati nel Sistema Multisettoriale regionale al 30.08. 2017 analizzati nel rapporto relativo al Sistema di monitoraggio e di preallarme della siccità, operativo presso la Direzione generale Agenzia regionale del Distretto Idrografico della Sardegna- Servizio tutela e gestione delle risorse idriche, hanno evidenziato un livello di pericolo, e quindi di allerta, per l’intero sistema di approvvigionamento idrico della Sardegna. La situazione delle riserve idriche nell’insieme e dei serbatoi artificiali dell’Isola è stata fortemente condizionata  dagli ultimi anni di precipitazioni scarse che hanno interessato tutte le aree idrografiche dell’Isola. Quello in corso risulta essere il quarto anno consecutivo  nel quale, in una parte dei sistemi idrici, si deve far fronte al fabbisogno idrico multisettoriale  regionale andando a utilizzare parzialmente le riserve idriche accumulate nei serbatoi negli anni di apporti più favorevoli”.

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