Il futuro del turismo in Gallura passa dal golf, vela e lusso

Sardinia Tourism Call2Action.

Lo sviluppo turistico della destinazione Sardegna passa per un cambio di paradigma culturale, una visione d’insieme che accomuni le varie componenti che si coordinano con istituzioni per elaborare le strategie dei “turismi” e creare in maniera organica e integrata prodotti turistici destinati ai vari target. È il messaggio lanciato, nella sala congressi Mbc dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda, dall’assessora del Turismo Barbara Argiolas nel corso dell’appuntamento di Sardinia Tourism Call2Action dedicato a vela e golf.

Si tratta del quarto evento tematico, dopo quelli dedicate a borghi, cultura e archeologia, enogastronomia che compongono un ciclo di incontri professionalizzanti destinati agli stakeholder del mondo turistico regionale, attivato dalla Geasar, società di gestione dello scalo olbiese, e sostenuto dall’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio nell’ambito del Piano di comunicazione e promozione attraverso il sistema aeroportuale della Sardegna.

L’assessore Argiolas, dopo i ringraziamenti a Geasar ed Ejarque per l’organizzazione del programma Sardinia Tourism Call2Action ha posto l’accento sul superamento di una visione generalista del turismo sardo legato al mare, verso una visione puntuale di tutti quei segmenti che si intendono strutturare, come la vela e il turismo nautico e golf.

“Il turismo non si misura solo in numero di presenze ma anche in base a quanto ciascuna presenza lascia sul territorio; e andrebbe anche indagato quanto costa, a livello sociale, ricevere turisti- afferma l’assessore regionale Argiolas- Il fatto che crescano i numeri di porti e aeroporti, ma le presenze rimangano stabili, rischia di essere il sintomo di un fenomeno nuovo: alcune fasce di viaggiatori scelgono soluzioni di vacanza alternative fuori dai canali ufficiali”.

Mentre ad aprire gli interventi sul turismo del lusso, Remo Vangelista, direttore di TTG, a proposito del mondo turistico del lusso: “Un settore, specie al livello top, in costante e sensibile evoluzione, perciò la sfida per gli operatori sardi è stare al passo col cambiamento, con turisti di alta gamma che richiedono unicità e esclusività”.

Lucio Murru, direttore commerciale di Geasar ha parlato del business dei voli privati, Marco Maria Berio, direttore del Pevero Golf Club, ha parlato dell’evoluzione del turismo di lusso negli ultimi vent’anni, e Joseph Ejarque, coordinatore scientifico del progetto Sardinia Tourism Call2Action, che ha messo in luce: “La Sardegna ha la ‘materia prima’ ideale per il segmento, specie per il ‘lusso accessibile’, ma bisogna compiere uno step verso la strutturazione di servizi su misura e di esperienze personalizzate, di un’offerta organica e unitaria e la soddisfazione delle esigenze di questo tipo di viaggiatori alto-spendenti”.

Ejarque ha poi introdotto il tema golf, affermando che si tratta di: “Un mercato di nicchia, ma sempre più ‘a cavallo’ tra massa e nicchia, alto spendente ma attentissimo che la spesa sia ricompensata dai servizi“. Il coordinatore del progetto ha messo in luce i numeri del movimento: settemila campi da golf in Europa, raggiunti ogni anno da quattro milioni di golfisti; la metà dei golfisti ha tra 50 e 60 anni, il 66 per cento uomini, con redditi alti e rivolti a un ‘lusso accessibile’; viaggiano in coppia o in gruppi di 8-12 persone.

Tre i tipi di domanda: golf, mare e intrattenimento, golfexotic (giocare in luoghi esotici o particolari), golf prestige, in ‘tempi sacri’ del golf. La gran parte dei golfisti prenota autonomamente, contattando direttamente campi e hotel, il 40 per cento compra da tour operator specializzati: tutti non intendono correre rischi, hanno poco tempo e intendono sfruttarlo al massimo, spendendo mediamente al giorno 200 euro.

Sul turismo golfistico si sono poi susseguiti una serie di altri interventi, a iniziare da Silvia Audisio dell’International association of golf tour operators (IAGTO) Italia, associazione che da 22 anni crea le condizioni per la crescita del business del golf, che ha parlato di commercializzazione del turismo golfistico: “chi viaggia per il golf spende il 120 per cento in più di un viaggiatore leisure e intende muoversi su vari campi durante la vacanza”.

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