Piano dei litorali di La Maddalena, l’assessore Gulino replica alle osservazioni degli enti

La vicenda che coinvolge il Comune e l’Ente Parco.

Sono giorni caldi quelli che sta vivendo ultimamente La Maddalena. Tema scottante all’ordine del giorno la presunta bocciatura del Pul, cioè del Piano utilizzo dei litorali, uno strumento che disciplina le attività turistico-ricreative nell’ambito demaniale e retro-demaniale adottato lo scorso aprile in Consiglio comunale.

L’argomento pare essere scottante in conseguenza ad una fuga di notizie che inneggiava la bocciatura e il semaforo rosso sul piano da parte degli enti preposti per la sua analisi, che lo considerano “frettoloso e variegato di errori grossolani”.

In realtà, “l’iter che devono affrontare tutti i piani urbanistici, compresi quelli attuativi come il Pul, per giungere all’approvazione definitiva da parte della Regione – spiega l’assessore all’Urbanistica Annalisa Gulino – è composto da due percorsi paralleli, uno sotto il fronte urbanistico e l’altro relativo alla Vas, cioè la valutazione ambientale strategica. Quest’ultimo coinvolge la Provincia, cioè l’ente che rilascia il provvedimento finale. In questo procedimento di Vas vengono poi coinvolti tutti gli enti competenti in materia ambientale, come l’Arpas, l’Ente Parco, la Capitaneria di Porto e la Forestale”.

“Dopo l’adozione del piano, che avviene in Consiglio comunale a seguito di diversi incontri svolti con tutti gli enti interessati, scatta un periodo di sessanta giorni, nel quale devono pervenire le osservazioni degli enti per quanto riguarda l’impatto ambientale che può avere lo strumento attuativo. Al termine dei sessanta giorni, tutte le osservazioni pervenute verranno approvate in sede di Vas e di Consiglio comunale. A seguito della concertazione tra Comune ed enti competenti in materia ambientale e Provincia, si arriva al provvedimenti finale della Vas”, conclude l’assessore Gulino. Dunque, attualmente, il Pul non ha subito nessuna bocciatura, ma ha ricevuto delle osservazioni che dovrebbero permetterne il perfezionamento.

Di fatto, al Comune di La Maddalena sono pervenute due osservazioni, una da parte dell’Ente Parco e una da parte dell’Arpas, mentre in un incontro avvenuto a giugno, la Capitaneria di Porto ha espresso un parere positivo del piano, dimostrando preventivamente la disponibilità alla collaborazione sinergica affinché il piano potesse essere corretto nell’ambito di sua competenza.

Il contenuto dell’osservazione dell’Arpas è principalmente di carattere generale. L’ente contesta il fatto che per poter valutare il piano bisognerebbe effettuare uno studio approfondito dei flussi turistici, sospendendo, dunque, la valutazione delle scelte di piano a questo tipo di studi, ritenendolo di conseguenza carente sotto questo profilo.

In realtà, questi sono studi che non può effettuare il Comune di La Maddalena e che non rientrano nelle competenze del Pul. Quindi, quando si parla di “carico antropico”, ovvero del numero di persone ospitabili, ci si riferisce ad un modello di sviluppo turistico al quale si vuole tendere. Invece, tali studi di natura ambientale, come appunto il calcolo del carico antropico, dovrebbero essere svolti dall’Ente Parco, o comunque da un ente competente in materia.

Per quanto riguarda, invece, le osservazioni dell’Ente Parco, esse sono dettagliate e contestano vari aspetti del piano, alcuni di essi di non competenza dell’Ente stesso. “Il Parco dovrebbe fare osservazioni attinenti alle proprie competenze, riferendosi a normative e strumenti in suo possesso”, dichiara l’assessore Gulino, aggiungendo a riguardo che “il Parco non potrebbe esprimere pareri e considerazioni su aspetti disciplinati dal Piano del Parco, di cui l’ente stesso è carente”.

Inoltre, “fondamentali sarebbero degli studi socio-economici che l’ente Parco dovrebbe fare, piuttosto che apporre soltanto dei vincoli”, continua la Gulino. Infatti, bisognerebbe tenere conto del fatto che il Parco di La Maddalena interessa l’intero territorio di un unico Comune, dove appunto vi è la presenza di una comunità di quasi dodici mila abitanti.

“La critica che io, in generale, posso muovere – spiega l’assessore Gulino – è che con questa osservazione non vengono fatte valutazioni di questo tipo. Quindi vengono sostanzialmente rilevate solo ed esclusivamente delle criticità ambientali, senza porre il problema che questi rilievi possano avere delle ripercussioni negative sulla comunità locale, quindi non solo sugli aspetti economici, ma anche sociali”.

La Maddalena, infatti, è un comune che vive, o vorrebbe vivere sempre più di turismo e bisognerebbe, dunque trovare delle risposte in questi termini, cercando il giusto equilibrio tra la tutela dell’ambiente e l’esigenza di sviluppo, ovvero di avviare dei processi di riconversione verso un turismo che sia consapevole, sostenibile ed orientato ad educare le persone a determinati comportamenti. Per cui “non va bene affermare che determinate cose non si possono fare a prescindere, generalizzando un concetto di tutela ambientale, estendendolo poi, per analogia, a tutte le scelte di piano messe in campo. Bisogna, invece, trovare delle metodologie di fruizione alternative”, afferma l’assessore Gulino.

Allo stato attuale delle cose, con queste osservazioni pervenute dagli enti competenti in materia ambientale, che ne risaltano solo le criticità legate alla tutela del territorio e senza considerarne l’aspetto socio-economico, la procedura Vas non può andare avanti e di conseguenza il Pul non può essere approvato definitivamente. E se, nel caso estremo, ciò dovesse verificarsi, parte delle concessioni già esistenti che riguardano chioschi, pontili galleggianti eccetera, nel momento in cui scadranno non potranno più essere riconfermate, in quanto le linee guida per la predisposizione dei Pul prevedono che in assenza di tale strumento non possono essere rinnovate o rilasciate concessioni ex novo.

Dunque, lo scenario peggiore che si possa verificare per la comunità maddalenina, una comunità che vive e si sostenta grazie al turismo, avviando attività commerciali indirizzate ad offrire servizi di ogni genere in tale settore, dalla nautica in generale al diporto, fino al settore della ristorazione in spiagge e pinete, è che parte dei servizi attualmente operativi sono destinati a scomparire, provocando una grave contrazione di tutto il tessuto economico-commerciale del paese, in quanto tutte le attività legate al turismo sono strettamente interconnesse tra di loro.

 “Nessuno vuole stravolgere o danneggiare l’ambiente, ma allo stesso tempo non possiamo trasformare il tutto in una riserva indiana, perché noi viviamo qui e dobbiamo vivere e sopravvivere. Possono sembrare delle parole scontate, ma questa è la realtà dei fatti”, conclude l’assessore Gulino.

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