“Quelli aerei sono sempre stati come una seconda casa per me”

Il racconto della schermatrice paralimpica Muresu.

Io sto da sempre con AirItaly, Meridiana, Alisarda. È sempre stata la mia seconda casa. I primi anni di vita, che viaggiavo in aereo, avevo il sondino con me. Perché a quei tempi vivevo di quello. Mi sentivo di casa ogni volta che ci salivo. Le accoglienze erano divertenti e quei pianti irascibili venivano calmati dai colleghi di mia mamma.

Ricordo che quando avevo 7-8 anni ho detto: “Mamma posso accarezzare l’aereo? Voglio dargli un bacio. Chissà se lassù mi sente qualcuno quando toccheremo le nuvole”. Ogni volta che entravo in aereo, accarezzavo la parete. Mi piaceva e così mi sentivo completamente a casa.

Prima di ogni viaggio mamma mi diceva sempre: “Quando sono in aereo, ti butto giù le caramelle così le mangi”. Ed era “vero”: trovavo le caramelle in giardino… Ma ovviamente le metteva lei apposta prima di partire per non deludermi.

Il primo viaggio da sola l’ho fatto appena qualche anno fa. Prima di salire mi sono detta: “Anche se non c’è mamma a bordo, non sono sola e mai lo sarò. Ci sono tutti i colleghi che mi conoscono”. Come l’altra mia hostess preferita, nonché amica da una vita di mamma, Gianna Madeddu, che mi accoglieva sempre come se fossi una figlia.

Sono sicura che tutto questo, l’annuncio della liquidazione, il licenziamento dei dipendenti, è solo un sogno. Non è ora la fine, ma arriverà presto l’arcobaleno.

Ilaria Muresu

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