Dal sogno di una madre per il figlio alla prima tv: i 40 anni di Radio Internazionale

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I quarant’anni di Radio Internazionale.

Radio Internazionale ha compiuto 40anni. Per l’esattezza il compleanno della prima radio gallurese sarà il prossimo 22 dicembre. E’ proprio in questa occasione che, attraverso l’intervista alla direttrice di Radio Internazionale Maria Pintore, ripercorreremo i quarant’anni di un mito, attraverso un excursus storico.

Siamo nel ’78, quando in Italia nascevano le prime radio libere. La storia di Radio Internazionale è un po’ particolare: fu il regalo di una madre ad giovane figlio un po’ scapestrato. Il ragazzo, Cesare Peruzzi, era figlio di una famiglia ricca romana che risiedeva a Cannigione. Fu lì la prima casa di Radio Internazionale, installata all’interno della villa. La mamma di Cesare non badò a spese e acquistò strumenti di alta qualità.

“Gia allora Radio Internazionale anticipò le altre radio: fu la prima radio ad essere trasmessa in Tv e sfornò tantissimi talenti – racconta Maria – che divennero gli idoli delle ragazzine. Fu dopo la legge Mammì che la Radio diviene un’azienda e fu acquistata da Gianni Iervolino che la dotò di frequenze per fare in modo che potesse essere ascoltata in tutta la Sardegna”.

Radio Internazionale fu l’unica che riuscì a sopravvivere, tra le tante che furono costrette a chiudere.

“Quello che è importante non è solo ciò che fu, ma anche quello che oggi la nostra radio rappresenta”, aggiunge Pintore. Infatti, Radio Internazionale è tutt’oggi un’avanguardia, non solo in Sardegna, per quanto riguarda il palinsesto e le iniziative.

“Noi offriamo anche trasmissioni che fanno voce alle comunità più numerose a Olbia e in Sardegna, come  quella romena, – ha detto Maria – con il programma  La voce della Romania” che dà uno spazio alla cultura della comunità come quella culinaria e  musicale. Abbiamo anche uno spazio dedicato ai comitati di quartiere e alle onlus locali”.

Un palinsesto molto ricco quello di Radio Internazionale. Immancabile è lo spazio dedicato al dj-set condotto da Michele Degortes, dove giovani deejay in erba mixano i loro pezzi con il vinile.

“Non solo musica di qualità, siamo stati capaci di narrare argomenti difficili da portare in una radio”, ha detto Pintore – come la moda che solitamente ha bisogno di un medium visivo e la poesia”.

Per quanto riguarda l’arte, la radio olbiese è molto attenta. “Quando siamo stati ospitati dentro un centro commerciale a Olbia – racconta la direttrice – oltre a essere stati la prima radio nazionale a” uscire dalla radio” abbiamo esposto una mostra d’arte contemporanea”.

Ma Radio Internazionale è stata anche la prima in Italia a portare la radio all’interno degli autobus e ancora oggi l’unica. “I primi in Italia, per accompagnare i cittadini nelle trasferte e per farli sentire proprio come in macchina”, aggiunge Maria.

 

 

 

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