Musicista israeliano escluso dal festival di Santa Teresa, scoppia la polemica. Concerti estivi a rischio

Il caso del musicista israeliano escluso dal festival jazz.

La questione dell’antisemitismo non dovrebbe far parte del linguaggio musicale. Il sindaco di Santa Teresa, nella sua lettera solidale a Mario Carboni, presidente dell’associazione Chenabura-sardos pro Israele, insieme all’amministrazione comunale, prende le distanze nei confronti della presunta frase discriminatoria pronunciata da Enzo Favata, direttore artistico del Festival internazionale di jazz Musica sulle Bocche, e sassofonista algherese.

La clamorosa frase sarebbe stata pronunciata da Favata in seguito alla chiusura del programma del festival, per giustificare l’esclusione dall’evento, del musicista di origine israeliana Eyal Lerner, che sembra essere arrivato in ritardo quando il programma era già delineato.

Le sue parole sono state le seguenti: “Buon giorno il Festival ha chiuso il programma. Ma le devo dire che la politica di Musica delle Bocche boicotta qualsiasi artista israeliano o sionista per via dell’atteggiamento di Israele su Gaza e sui territori palestinesi occupati. Mi dispiace ma qualcosa si dovrà pur fare per denunciare questa lesione continua dei diritti umani da parte di Israele. Le preciso comunque che tutto ciò nulla ha a che fare con la religione”.

Il sindaco sottolinea che “boicottare un artista israeliano, oltre che configurarsi discriminatorio per un artista, è una disdicevole offesa nei confronti di un popolo che nella storia ha subito persecuzioni, deportazioni e stermini”.

Tra l’altro Lerner oltre a proporre musica classica promuove spettacoli della memoria per il dialogo tra popolo arabi e israeliani. La sua esclusione è stata una doccia fredda, quindi, considerando il suo impegno in ambito sociale.

A distanza di qualche giorno sono arrivate le scuse del direttore del festival. “Questa interpretazione è del tutto infondata e non è in linea né con la mia posizione istituzionale, né con la mia filosofia artistica da sempre aperta al dialogo tra differenti culture, conosciuta e documentata in tanti anni di carriera artistica internazionale. Sono veramente addolorato delle accuse che mi vengono rivolte, perché da sempre ho operato contro ogni forma di discriminazione”, ha precisato Favata.

A questo punto si aspetta un provvedimento del sindaco di Santa Teresa, che ha prospettato una sospensione dell’evento per la prossima estate, o quella del direttore artistico di accettare la partecipazione del musicista di origine semita.

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