Radar scippato dall’aeroporto di Olbia, il controllo passa a Roma: “Disagi per i voli”. Personale trasferito

Un durissimo colpo per l’aeroporto di Costa Smeralda.

“Ora è ufficiale: gli aerei che dovranno atterrare o decollare nell’aeroporto di Olbia saranno guidati nelle fasi di avvicinamento dalla torre di controllo di Ciampino. Ieri sera è stato firmato l’accordo per quanto riguarda il personale e nonostante i falsi impegni di regione e Governo l’Ente nazionale dell’aviazione ha sancito la chiusura del centro di avvicinamento di Olbia.

Si tratta di un durissimo colpo all’aeroporto Costa Smeralda che perde il suo gioiello funzionale: il controllo avvicinamento degli aerei che consentiva una gestione efficiente e senza ritardi dello scalo. Da ieri i primi 4 lavoratori sono trasferiti d’ufficio a Milano, i restanti 4 nelle prossime settimane. In pratica le fasi più delicate dell’avvicinamento degli aerei alla pista di Olbia e il decollo saranno governate dallo scalo romano di Ciampino. Una follia sia sul piano strategico sia per le conseguenze: il numero degli aerei atterrati in un’ora nello scalo del nord est nell’ultima stagione saranno un ricordo.

I tempi di attesa di partenza e atterraggio saranno gravemente condizionati da questo trasferimento funzionale di un servizio strategico di un aeroporto. La gestione Enav in affiancamento all’aeroporto di Olbia, sulla stessa torre di controllo dello scalo gallurese, aveva consentito nell’ultima stagione di raggiungere anche 50 aerei movimentati, tra atterraggi e partenze, in un’ora. Un primato destinato a crollare con questo taglio deciso dai vertici privatizzati dell’Ente dell’Aviazione Civile con la piena complicità del ministro dei Trasporti e il silenzio vergognoso della regione. Le rassicurazioni sono destituite di fondamento e sulla scelta pesa la stagionalità dell’aeroporto che viene presa a pretesto nello stesso accordo siglato ieri. Tutti i tecnici hanno fatto comprendere che per l’aeroporto di Olbia ci sarà un crollo di efficienza gravissimo. Quel trend di atterraggi e decolli della scorsa stagione non si potrà mantenere nemmeno lavorando la notte.

Questo ovviamente avrà una ricaduta durissima sul traffico turistico di aeromobili, considerato che gli orari di attesa atterraggi o decolli saranno comprensibilmente dilatati. Gli 8 controllori di volo sono stati trasferiti a Milano facendo passare il servizio dell’Enav ad Olbia da 25 a 17 unità. Professionalità che, dunque, finiscono su un altro polo aeroportuale facendo perdere alla Sardegna efficienza ed efficacia che avevano consentito all’aeroporto di Olbia di raggiungere importanti performance. Il taglio riguarderà anche Alghero considerato che dallo scalo di Olbia si gestiva l’avvicinamento anche per lo scalo della riviera del corallo”.

Lo ha denunciato poco fa il deputato di Unidos Mauro Pili divulgando il verbale dell’incontro di ieri sera.

“Si tratta di una decisione gravissima che va immediatamente revocata proprio per l’importanza strategica di un aeroporto in piena efficienza e autonomia in una regione insulare. Se la regione esiste batta un colpo. Stanno demolendo il sistema aeroportuale della Sardegna e questi continuano a far niente. Quello deciso ieri è un gravissimo declassamento dell’aeroporto di Olbia. La Sardegna è una regione insulare che deve mantenere la piena efficienza dei servizi aeroportuali e non essere degradata per meri calcoli opportunistici e pseudo finanziari. E’ inaccettabile che gli operatori di Olbia vengano trasferiti presso il centro radar regionale di Milano. In pratica si tolgono 8 stipendi sicuri al territorio spostando 8 famiglie a Milano, il personale che rimane sul territorio subirà una decurtazione nel tempo ed un demansionamento, il personale di Roma, ben più numerosi di quelli di Olbia, riceverà degli straordinari. L’aeroporto ed il territorio sardo subiranno un danno dalla dovuto alla riduzione dei movimenti orari (sembra 28 massimo tra di linea e privati). Tutto ciò cozza alquanto con tutti gli investimenti sul territorio ed il fatto che Enav ha ancora come socio un di maggioranza lo Stato e prevede un utile di 95 milioni di Euro. Sulla Sardegna guadagnano i milioni e cancellano i servizi. Una follia – ha concluso Pili – gestita da un Ministro che in Sardegna viene a fare danni e vacanze”.

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