Giallo sulla morte di Diego, la verità arriverà dagli esami degli inquirenti

La morte di Diego Baltolu a Buddusó.

La verità potrebbe venir fuori dall’autopsia. Il medico legale, domani, dovrebbe effettuare a Sassari gli accertamenti sul corpo di Diego Baltolu, il giovane di 19 anni trovato morto nel centro di Buddusó. E allora si potrà forse capire meglio se quel proiettile, che gli ha trapassato il petto e il cuore, sia stato sparato dalla pistola con la matricola abrasa trovata accanto al corpo.

Un primo tassello importante, per cercare di fare chiarezza su questo giallo, che sta tenendo con il fiato sospeso non solo Buddusó, ma anche tutta la Sardegna. Diego era cresciuto a Olbia, ma era tornato, da diversi anni, a vivere ad Alà dei Sardi, dove gestiva un bar, il Don Diego.

Un altro esame da cui gli investigatori attendono risposte è la prova dello stub, che dirà se sulle mani e sui vestiti del ragazzo ci sono tracce di polvere da sparo. Così come sarà importante capire se sulla pistola ritrovata ci sono le impronte digitali di Diego. Certezze, che arriveranno, però, solo nelle prossime ore e che porrebbero servire a chiarire se si tratti di un omicidio, la pista data a lungo come la più accreditata, o di un suicidio, ipotesi che non è stata ancora esclusa.

Quello che si sa al momento è l’ora del ritrovamento del corpo davanti alla casa della fidanzata a Buddusó: dopo le 2 di notte. E che a trovarlo sia stata la stessa ragazza, coetanea di Diego, che gestisce a sua volta un bar. Ma non c’è sicurezza sull’ora della morte. Anche se gli investigatori sono portati a collocarla tra la mezzanotte e poco prima delle 2.

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