“Questa non è la Sardegna”, Bianca Pitzorno infiamma il dibattito sulla Costa Smeralda

Alla scrittrice Bianca Pitzorno replica una trentenne cresciuta a Porto Cervo che difende la Costa Smeralda

Porto Cervo è un angolo di Sardegna o solo una Disneyland per ricchi? Il dibattito, puntuale, si ripete ogni estate quando quell’angolo di Gallura finisce sotto le luci della ribalta internazionale. Ma, tra vip e yacht, in Costa Smeralda ci sono anche residenti, che vorrebbero essere considerati ‘sardi’ come gli altri. La scrittrice sarda Bianca Pitzorno ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la locandina di un libro sulla storia della Costa Smeralda.

L’intento non sembrerebbe promozionale, visto che il messaggio che la accompagna è “Questa non è la Sardegna. Questo non è un incanto. È un incubo, che vergogna“. Toni inaspettati per una delle scrittrici più amate dai giovani. “Ma che prima c’era la malaria non se lo ricorda nessuno?”, conclude.

Il post di Bianca Pitzorno

Quel post ha scatenato la reazione di una ragazza trentenne che arriva dalla Costa Smeralda e che meglio di tanti altri descrive ciò che significhi. Infatti le sue considerazioni sono subito diventate virali. “Sono cresciuta a Porto Cervo. E da che ho memoria, in Sardegna, questo è uno stigma che ti devi portare dietro tutta la vita – scrive Federica Ulliana -. Un peccato originario per cui non sei abbastanza isolano per essere sardo e allo stesso tempo non sei abbastanza di fuori per essere ‘continentale’“. Con questa premessa parla dello stupore per il post della sua amata Bianca Pitzorno, senza avere chiaro se fosse una critica alla Costa Smeralda o all’iniziativa editoriale. Ma ne approfitta per dare la sua lettura della questione da un’altra prospettiva, quella interna.

“Mi spiace che buona parte dei sardi riesca solo a vedere la patina luccicante del lusso estivo (che poi ognuno i soldi potrà spenderli come meglio crede) – continua -. Ma quanto può essere riduttivo giudicare un posto, un oggetto, una persona, unicamente per una sua singola sfaccettatura? Per me, Porto Cervo è tante cose”. Federica Ulliana descrive quell’angolo di Paradiso visto dall’interno, anche quando sono spenti i riflettori e i flash dei paparazzi.

“È l’estate, l’inverno. Il caos ed il silenzio. La solitudine più totale. Gli alberi che si inchinano al vento fino a toccare terra – spiega -. Le rocce su cui ti sdrai a veder le stelle mentre l’umidità risale dal mare. Il profumo di macchia mediterranea, di sole, di muffa e terra bagnata. È casa”. Per difendere quell’angolo dei Sardegna dagli attacchi dei suoi stessi conterranei, Federica Ulliana conclude: “E allora io mi chiedo, questo accanimento contro Porto Cervo, casa mia, cosa mai vi porterà di buono nella vita”.

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