L’appello ai sindaci della Sardegna: “Acquistare prodotti dalle aziende del territorio”

L’appello di Coldiretti Sardegna.

Coldiretti Sardegna ha presentato a tutti i sindaci Sardi, attraverso una lettera inviata al presidente dell’Anci Emiliano Deiana, una idea progettuale per l’acquisto dei prodotti delle aziende agricole da destinare alle famiglie, unendo solidarietà e promozione del consumo di prodotti locali.

“In un momento così difficile – spiega il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –  riteniamo che dobbiamo dare tutti il meglio di noi e cercare di trasformare in opportunità questa pesante crisi, attivando iniziative di economia circolare, come per esempio la spesa amica 100% sarda per le famiglie in difficoltà”.

Con il passare dei giorni il peso della crisi si fa sempre più pesante. Il mondo agricolo non si è mai fermato perché la campagna e la natura continuano il proprio percorso sempre e nonostante tutto.

Questo oltre a ridare la giusta centralità e valore all’agricoltura nella società, ha e sta rappresentando un grande vantaggio per le aziende agricole in un momento in cui molte attività si sono dovute fermare.

Dall’altra però evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba “sta penalizzando pesantemente alcuni settori come agriturismo, florovivaismo, viticoltura ma anche suinicoltura e altre aziende, così come lo è stato qualche settimana fa per i carcioficoltori, per la chiusura delle strutture e dei loro tradizionali canali commerciali determinando lo spreco di cibo, rimasto nei campi oppure anche ulteriori spese e lavoro per lo stoccaggio del prodotto e degli animali in azienda”.

Allo stesso tempo il dramma economico dovuto all’emergenza coronavirus, sottolinea Coldiretti Sardegna, si sta aggravando e sta allargando la fascia di cittadini in difficoltà che chiedono aiuto alle istituzioni ed in primis alle amministrazioni comunali.

Da qui la proposta di Coldiretti Sardegna rivolta ai sindaci per l’acquisto di prodotti direttamente dalle aziende agricole oggi più in difficoltà “che i primi cittadini essendo a contatto diretto conoscono bene”, per destinarlo ad azioni di solidarietà e sostegno a chi si ritrova senza un reddito.

“Una azione che potrebbe essere realizzata – secondo Battista Cualbu – utilizzando i fondi comunali, liberati e destinati dal cosiddetto decreto Cura Italia, per interventi anche di carattere economico e sociale, come l’acquisto di prodotti delle aziende agricole da destinare alle famiglie. Sulle modalità ci giungono in soccorso alcune buone prassi già attuate da Enti locali con la nostra collaborazione. Attraverso procedure di affidamento dell’attività ad imprese specializzate nell’acquisto, trasformazione e consegna dei prodotti, piuttosto che con dei veri e propri contributi assegnati ad associazioni di volontariato”.

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