La favola senza lieto fine del principe dei Cavalieri originario di Tempio

Arrestato l’imprenditore Dejala.

Si conclude la vicenda di Costantino Felice Dejala, imprenditore settantenne di origini tempiesi e auto proclamato Capo di Stato con il nome di Costantino II del Principato Isola dei Cavalieri con sede a Brooklin, New York, condannato a 12 anni di reclusione e posto agli arresti domiciliari. La storia di Dejala, se non fosse vera potrebbe sembare la trama di un film a metà tra lo spionaggio e forse anche un po’ tragicomico.

Al centro delle controverse vicende, che hanno portato al suo arresto, quelle del centro commerciale “La Piazzetta” di Sassari. Dejala era stato accusato e condannato per bancarotta fraudolenta. In quel frangente aveva invocato l’immunità diplomatica e chiesto di conferire con l’allora presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, in quanto Principe dell’Isola dei Cavalieri, Stato fantastico fondato a Brooklin, New York negli USA nella tragica data dell’11 settembre 2001.

A seguito delle sue dichiarazioni si era acceso lo scontro con il modenese Antonio Ruspoli che a sua volta accusava Dejala di avergli usurpato il titolo nobiliare e la carica dello Stato in cui sarebbe confluito il “Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dei Cavalieri Ospedalieri Copti Cattolici”. Inutile dire che una semplice ricerca in rete sul fantomatico Stato e sull’ordine fa scoprire che ogni risultato rimanda a fonti autoprodotte dallo stesso Dejala (un sito web e una pagina Facebook) o ad articoli relativi a questa stessa vicenda.

Ieri sera Dejala è stato tratto in arresto a seguito della condanna definitiva della Corte di Cassazione per bancarotta fraudolenta reati finanziari e altri delitti, stabilendo “che si tratta di un soggetto sconosciuto alla comunità internazionale e allo Stato Italiano” e posto agli arresti domiciliari in considerazione delle condizioni di salute del condannato.

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