I deputati Pittalis e Cappellacci su Air Italy: “Necessario un tavolo di confronto”

Un appello per cercare una soluzione.

“La convocazione urgente al Mise di un tavolo di confronto che veda la partecipazione dello stesso ministro, dell’azienda, delle istituzioni regionali e locali interessate e delle rappresentanze sindacali per discutere ed ottenere la salvaguardia dei posti di lavoro e l’avvio di un confronto sul nuovo piano industriale”.

E’ il punto centrale dell’interpellanza presentata dai deputati di Forza Italia Pietro Pittalis e Ugo Cappellacci ai Ministri dello sviluppo economico e dei Trasporti, Di Maio e Toninelli, sulla vertenza Air Italy. Un appello chiaro per scongiurare il trasloco del quartier generale della ex compagnia di bandiera isolana e, soprattutto, il trasferimento dei 51 dipendenti dall’aeroporto Costa Smeralda di Olbia allo scalo di Malpensa a Milano.

I due parlamentari isolani ripercorrono la storia del vettore targato Aga Khan: “Nel febbraio di quest’anno la storica compagnia aerea Meridiana, dopo un lungo, sofferto e travagliato processo di ristrutturazione aziendale – si legge nel documento di Pittalis e Cappellacci – ha lasciato il passo alla nuova compagnia aerea denominata Air Italy, mutando la propria compagine sociale con l’acquisto del 49 % delle azioni dell’holding (Aqa) che controlla il 100 per cento della stessa Air Italy, da parte della dell’emirato del Qatar, ed il mantenimento del restante 51% delle azioni in capo allo storico fondatore Aga Khan”.

Con il nuovo piano industriale presentato dall’azienda si rischia il ridimensionamento della compagnia aerea in Sardegna: “Scelte che determinano gravi ripercussioni in termini economici ed occupazionali per la Regione e, in particolare, per il territorio della Gallura. Dal prossimo 1° ottobre – aggiungono gli esponenti degli azzurri a Montecitorio – è atteso il trasferimento di 51 lavoratori della compagnia dalla sede di Olbia alla nuova sede di Milano Malpensa, ulteriore indice di una progressiva smobilitazione di Air Italy dalla Sardegna”. Un pesante affronto nei confronti dell’Isola, che rischia di perdere un tassello fondamentale del tessuto produttivo: “E’ necessario esorcizzare lo svuotamento della sede di Olbia, con il trasferimento dei dipendenti a Malpensa – concludono Pittalis e Cappellacci – Auspichiamo un tavolo di confronto tra le parti al Ministero dello sviluppo economico per trovare soluzioni atte a garantire il futuro della compagnia con il mantenimento della base in Gallura”.

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