Ospedale di Tempio, i sindaci dell’Alta Gallura pronti a dimettersi in massa: “Vogliamo risposte dalla Regione”

La protesta dei sindaci dell’Alta Gallura.

Più di una boutade, una minaccia molto concreta. “Perchè questo bluff deve finire”, dicono con quella quiete, che fa presagire l’arrivo di una tempesta. E l’aria di un imminente e violento fortunale si respirava, ieri sera, a pieni polmoni nei locali dell’ospedale di Tempio, dove si è tenuta l’Assemblea dell’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura.

I sindaci si sono presentati compatti all’appuntamento e hanno lanciato un ultimatum alla Regione: se entro 10 giorni non riceveranno risposte concrete si dimetteranno in massa. Al primo posto e più urgente c’è il futuro del nosocomio di Tempio. Ma non è solo quello il punto. E’ un grido di rabbia quello arrivato, ieri sera, da tutta l’Alta Gallura, che, in questi ultimi anni, si sente sempre più menomata di sportelli e servizi essenziali. “Se non avremo risposte certe dalla Regione sul futuro dell’ospedale di Tempio, rassegneremo le dimissioni”, tuona Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas.

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Accanto a lui ci sono tutti. C’è il sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu, che da sempre lotta in difesa del presidio sanitario. C’è il sindaco di Calangianus Fabio Albieri, la sua omologa di Luras Maria Giuseppina Careddu e il primo cittadino di Luogosanto Agostino Piredda. Spetta a Biancareddu dettare i tempi della battaglia: “I prossimi dieci giorni saranno intensi. Ma ce lo siamo detti. Questa battaglia è la battaglia”. Poi, il pensiero va a chi “con enorme sacrificio e sottraendo tempo ai propri impegni e affetti, sta presidiando l’ospedale giorno e notte da oltre un mese tra mille difficoltà”.

Alle dimissioni, assicurano i sindaci, se non ci saranno le risposte attese, seguirà un altro passo ancora più clamoroso. “Inviteremo tutti i cittadini a riconsegnare le tessere elettorali”, dicono. E Deiana scommette: “Se così sarà alle prossime elezioni regionali ci sarà una piena astensione di tutta la popolazione dell’Alta Gallura”.

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