La sfida di Olbia alla velocità digitale: “La cultura è a rilascio lento”

simonetta padre cultura olbia

A Olbia si lavora per la cultura

In un tempo dominato dalle notifiche, dai video di pochi secondi e da contenuti che si consumano rapidamente, a Olbia si lavora per la cultura. C’è ancora spazio per fermarsi ad ascoltare una storia, assistere a un reading teatrale o confrontarsi su un libro. È questa una delle riflessioni emerse durante la presentazione della rassegna letteraria “Sul filo del discorso“. A sintetizzarla è stata la presidente della Commissione Cultura del Comune di Olbia, Simonetta Padre, che ha definito la cultura come un’esperienza “a rilascio lento”. Un’immagine efficace che descrive ciò che accade dopo la fine di uno spettacolo o di una presentazione letteraria.

Simonetta Padre

“Quando si spengono le luci non finisce tutto lì. Si torna a casa, si riflette, ci si confronta con gli altri e si continua a parlare di ciò che si è visto e ascoltato”, ha osservato. Secondo Padre, proprio questa capacità di generare dialogo e pensiero rappresenta il valore più profondo della rassegna olbiese. Un appuntamento che durante l’estate invita cittadini e visitatori a rallentare i ritmi, uscire di casa e ritagliarsi uno spazio dedicato alla riflessione. Nel suo intervento la presidente della Commissione Cultura ha anche richiamato l’attenzione sul ruolo della lettura e della cultura in un periodo storico caratterizzato dalla crescente presenza delle nuove tecnologie.

Abbiamo bisogno di rimanere attivi e di non allontanarci dalla letteratura e dalla cultura, che sono fondamentali non solo per i giovani ma anche per gli adulti”, ha affermato. Una riflessione che si lega alla filosofia stessa di “Sul filo del discorso”, una manifestazione che da quattordici anni porta la cultura fuori dai luoghi istituzionali per trasformare una piazza cittadina in uno spazio di incontro, dialogo e partecipazione.

In un’estate sempre più ricca di eventi, la scommessa della rassegna resta quella di offrire non soltanto intrattenimento, ma occasioni per pensare, discutere e costruire relazioni attorno alle storie e alle idee. Perché, come suggerisce la metafora della cultura “a rilascio lento”, gli effetti più importanti non si vedono subito, ma continuano a emergere anche dopo che il sipario è calato.

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