“Sul filo del discorso”, il lavoro invisibile dietro la rassegna a Olbia

La preparazione e il dietro le quinte della rassegna “Sul filo del discorso” a Olbia

Dietro ogni serata della rassegna “Sul filo del discorso” a Olbia c’è un lavoro che il pubblico raramente vede. Mesi di telefonate, contatti con case editrici, verifiche di disponibilità degli autori, organizzazione logistica e accoglienza degli ospiti. Un lavoro che, nel caso della rassegna letteraria di Olbia, viene svolto interamente dal Comune e dal personale della Biblioteca Civica Simpliciana.
Lo ha sottolineato durante la presentazione della quattordicesima edizione Anna Uggias, funzionaria della biblioteca, spiegando come la macchina organizzativa si metta in moto già a partire dal mese di febbraio.
“È un intenso lavoro di contattare le case editrici, acquisire la disponibilità degli autori e organizzare la loro accoglienza. Il nostro programma è interamente realizzato e costruito da noi, dal Comune”, ha spiegato.

L’assessora Sabrina Serra

Una scelta che distingue Olbia da molte altre realtà che affidano l’organizzazione delle rassegne culturali ad associazioni o cooperative esterne. Un modello che, secondo l’amministrazione comunale, permette non solo una maggiore libertà nella scelta degli ospiti ma anche un significativo contenimento dei costi.
“Questo ci consente di avere un forte risparmio sulla rassegna e di proporre un programma più ampio”, ha evidenziato la vicesindaca e assessora alla Cultura Sabrina Serra.
Un risultato che ha già ottenuto riconoscimenti importanti. Lo scorso anno la manifestazione si è classificata al primo posto nella graduatoria regionale delle rassegne letterarie. Un traguardo che l’amministrazione spera di confermare anche quest’anno.

La programmazione

Dietro il successo della manifestazione c’è anche una programmazione sempre più attenta alle richieste del pubblico. Attraverso questionari e suggerimenti raccolti durante l’anno, gli organizzatori hanno scelto di ridurre il numero degli appuntamenti rispetto alle passate edizioni, privilegiando però spettacoli teatrali, reading e incontri di maggiore impatto.
“Abbiamo capito che troppe serate rischiano di affaticare il pubblico. Meglio un appuntamento atteso e partecipato che un calendario troppo fitto”, ha spiegato Serra.
Una strategia che punta a mantenere alta la qualità dell’offerta culturale e a consolidare un pubblico che ormai arriva non solo da Olbia ma anche da altri centri della Gallura e del nord Sardegna.

Condividi l'articolo