Lutto a Golfo Aranci per la morte di Cristian, il dramma dei genitori per il funerale

Il giovane è morto per complicazioni del Covid. Un dramma nel dramma.

Cristian Trovati aveva appena 32 anni. Viveva con la sua famiglia a Golfo Aranci e ieri è deceduto a causa delle complicazioni del Covid 19, che ha purtroppo contratto pur essendo allettato a casa per patologie pregresse. I suoi genitori, Francesco e Rita, sono risultati a loro volta entrambi positivi al virus ed oltre a vivere il dramma della morte del giovane figlio, vivono ora quello di non poter presenziare al funerale, se il tampone che in questo momento stanno andando a fare, dovesse risultare positivo.

Christian era un ragazzo normalissimo, sempre che si possa poi definire in qualche modo la normalità di un individuo: frequentava la terza media ed era una promessa del calcio, tanto che i genitori lo avevano già portato a fare il provino per la Juve. Un sabato sera, era il 7 febbraio del 2004 intorno alle 22, chiede alla madre di uscire per fare un giro con gli amici. Rita lo accompagna in una sala giochi, nella quale Christian si sente male: una miocardite virale, gli provoca un arresto cardiaco.

Vengono chiamati i soccorsi, ma da quel momento la vita del giovane e della sua famiglia cambiano radicalmente. L’anossia, ovvero la mancanza di ossigeno, aveva compromesso il corpo di Christian che viene portato in Rianimazione. Seguono anni di riabilitazione e di continue trasferte nei vari ospedali tra cui il Gemelli, per cercare di rendere il più possibile migliore la vita del ragazzo, che venivano colpito da polmoniti e nel frattempo aveva perso la vista. L’umore era comunque sempre alto, nonostante tutto. L’amore della famiglia, sempre presente al suo fianco, era per lui un toccasana. Oltre ai genitori, il fratello maggiore Alessandro e la sorella più piccola Veronica, hanno rappresentato per lui un sostegno, una fonte di serenità alla quale attingere quotidianamente, che più dei farmaci, ledeva i suoi mali.

Il 2 settembre 2021, Christian rideva e scherzava con sua madre nel corso dell’ultima videochiamata del giovane, al quale il medico aveva prescritto in via precauzionale un tampone per il Covid, pur non avendo in realtà manifestato sintomi eclatanti. Quella stessa notte, la situazione precipita e la madre decide di chiamare l’ambulanza vedendo che il figlio non respirava bene e viene accompagnato all’ospedale Giovanni Paolo Secondo di Olbia. “Mentre era in ambulanza – dice la madre Rita – i sanitari gli hanno subito dato l’ossigeno e si era anche addormentato nel tragitto sino al nosocomio. Una volta arrivati, gli è stato fatto il tampone per il Covid, che è risultato positivo. Mi è sceso il mondo addosso. Ho pensato perché questo dovesse capitare proprio a mio figlio, oltre ai problemi che già aveva. Ma sembrava tranquillo a vederlo, inizialmente non pensavamo che la situazione potesse aggravarsi come poi è accaduto. Peraltro anche mio marito ed io, dal tampone siamo a nostra volta risultati positivi al Covid”.

Cristian aspetta di essere sistemato all’interno di una camera dell’ospedale; ad un certo punto arriva un medico del reparto di Rianimazione al quale Rita chiede che venga dato un posto a suo figlio per ricoverarlo e la risposta del dottore secondo quanto riferisce la donna è la seguente: “Signora ma secondo lei, se c’è un posto letto, lo diamo a suo figlio?”. “Perché non a mio figlio? – si domanda Rita – forse perché è disabile? Non l’ho mai lasciato solo, Mai! E in quell’ospedale gli hanno fatto del male”, denuncia con rabbia e frustrazione.

Il pomeriggio stesso di quel venerdì, alle ore 16, Cristian viene trasferito nel reparto di Rianimazione di Sassari, nel quale dopo 12 giorni di lotta per aggrapparsi alla vita, il giovane si è spento, senza che né sua madre, né altri siano potuti andare a trovarlo: “Ora speriamo solo che il nostro tampone sia negativo – prosegue Rita a nome suo e del marito – per poter almeno andare al funerale di mio figlio, che se ne sta andando come un cane, un animaletto, non lo possono neanche vestire. Io devo vederlo per dargli il mio ultimo saluto, anche se dentro una bara”, conclude Rita.

I funerali di Cristian si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa di Golfo Aranci.

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