Agci Gallura: “Uscire dall’emergenza con un nuovo welfare integrato regionale”

Le riflessioni del presidente di Agci Gallura.

Due date fondamentali per il mondo del lavoro e dei lavoratori: 1 maggio festa del lavoro, 4 maggio avvio fase 2, invogliano il presidente di Agci Gallura, Michele Fiori, ad alcune riflessioni. Lo abbiamo sentito nel suo ufficio, diviso fra le attività di dirigente associativo e imprenditore cooperativo.

D. Presidente, i mesi febbraio, marzo e aprile, hanno messo in evidenza importanti criticità e difficoltà organizzative che caratterizzano il sistema sanitario e il sistema socioassistenziale nazionale, anche in quelle regioni che costituiscono un esempio organizzativo e tecnico di assoluto valore, che situazione si vive in Sardegna?

M.F. Nel nostro territorio regionale i sistemi sociosanitario e socioassistenziale rappresentati dalla cooperazione sociale, in massima parte facente capo alla Alleanza delle Cooperative (AGCI, Confcooperative, Legacoop) hanno prova di tenuta nella di situazioni difficilissime da gestire nelle Rsa, nelle strutture socioassistenziali, integrate o meno, nei servizi educativi a sostegno delle famiglie operanti nel territorio.

Il sistema regionale della cooperazione sociale sarda, con la sua ricchezza di professionalità tecniche e organizzative, la flessibilità gestionale e la capacità imprenditoriale di far fronte alla richiesta di servizi complessi, rappresenta una risorsa imprescindibile, insieme agli altri soggetti del Terzo Settore,  per rispondere all’enorme domanda di assistenza che la popolazione rivolge alle Istituzioni.

La cooperazione sociale, per il ruolo che svolge sul campo e nel territorio gestendo una larga parte dei servizi – probabilmente circa l’85% -e delle strutture socioassistenziali nella nostra regione, può contribuire a contrastare l’attuale emergenza.

D. Cosa chiedete per avviare la fase 2?

M.F.  Operativamente riteniamo vitale che si supporti il terzo settore tutto, quindi non solo la cooperazione sociale ma anche il volontariato e le APS, assicurando, attraverso il coordinamento con la Protezione Civile, adeguate forniture di dispositivi di protezione individuali idonei a fornire piena protezione per gli operatori. Fondamentale una campagna a tappeto di tamponi al personale in prima linea delle cooperative, al fine di evitare i rischi di contagio nelle strutture e nei servizi di assistenza domiciliare, integrata e territoriale, in ogni caso verso soggetti fragili.

Occorre, inoltre,  supportare i gestori dei servizi territoriali socioassistenziali e sociosanitari, delle Residenze per anziani (Comunità Alloggio e Comunità Integrate) nel far fronte alle spese sostenute per gli adeguamenti, strutturali, organizzativi e per la sicurezza, previsti dalle autorità competenti (Ras, Ats, Iss, Ministero della Salute).

E’ di oggi la notizia che la Camera di Commercio del Nord Sardegna attiverà un Bando con circa 6 milioni di Euro per le Pmi, azione apprezzabile ma non sufficiente.

Non è giusto che imprese cooperative, aggiudicatarie di servizi socioassistenziali tramite appalti per la cui esecuzione le risorse messe a bando ex ante non sono sufficienti per far fronte alla situazione emergenziale, siano chiamate a farsi carico di spese per l’adeguamento di strutture non proprie, per l’acquisizione di strumenti e per il coinvolgimento di professionalità tecniche etc.

D. Che confronto è in atto con la Pubblica Amministrazione?

M.F. E’ necessario che, nel dialogo costante con le varie amministrazioni comunali, al fine di monitorare i bisogni emergenti, riprogettare i servizi territoriali necessari alla comunità locale e definire procedure tempestive di presa in carico integrate, procedendo ad una rapida e piena applicazione dell’art. 48 del DLn.18/2020.

Dobbiamo, insieme, attivare e velocizzare processi di risposta ai bisogni dei cittadini con il contributo di tutto il terzo settore in sinergia con i Comuni, le Associazioni cooperativistiche e le Organizzazioni Sindacali.

Occorre dare immediata applicazione su tutto il territorio regionale e per tutti i servizi e prestazioni erogate per conto della Pubblica Amministrazione (enti locali e enti regionali) all’Art 48 del Decreto Legge Cura Italia, convertito in legge proprio in questi giorni.

D. Che cosa sta accadendo sul territorio, che realtà è presente in Gallura?

M.F. La forza della nostra Cooperazione sociale è quella della presenza capillare sul territorio, della cosiddetta prossimità. Rileviamo esperienze e testimonianze commoventi, soprattutto nei piccoli comuni. Realtà mutualistiche intente a promuovere e attivare servizi di educativa domiciliare e di babysitting nelle situazioni di chiusura delle scuole. Cooperatori e cooperatrici che, in pieno spirito sussidiario, stanno collaborando con le pubbliche amministrazione per rilevare e monitorare i nuovi bisogni di singoli e di famiglie. Con gli altri enti di Terzo settore si stanno distribuendo: voucher per la spesa, mascherine, supporto psicologico. Da subito si sono sperimentate anche forme di educativa e babysitting domiciliare, condominiali per piccolissimi gruppi col fine di ridurre i costi allungando le ore di servizio.

A tal proposito occorre ripensare le attività dei servizi per l’infanzia, pubblici e privati, magari tramite un contributo per minore/famiglia iscritto che consenta la copertura della quota parte della retta privata, anche tramite la riallocazione di quota parte delle risorse disponibili dal fondo nazionale per il sistema integrato 0 – 6 anni.

Il presidente Fiori su questi temi si accalora, ma il tempo stringe e ci avviamo a concludere. D. Presidente, che consistenza, che caratteristiche ha la cooperazione sociale del nostro territorio?

M.F. Proprio recentemente, per dare alcuni precisi riferimenti a chi governa la Regione abbiamo proceduto ad un monitoraggio, tramite la elaborazione di dati al 31 dicembre 2018 (fonte Cciaa e Registro Imprese, dati approssimativi per difetto), le Cooperative Sociali Tipo A  –  quelle per intenderci che svolgono servizi socio sanitari educativi –  attive (in regola col deposito dei bilanci al 31.12.18)  sono 37 e sviluppano un fatturato aggregato di circa 28 milioni di euro, con 1250 soci lavoratori più 700/800 fra professionisti e lavoratori non soci.

Le Cooperative Sociali Tipo B – Cooperative di Inserimento Lavorativo Soggetti Svantaggiati sono 26 per un Fatturato di circa 5 milioni di euro –  e danno occupazione ad oltre 150 Soci Lavoratori e ad un centinaio di lavoratori non soci.  Per tutelare questa tutta realtà, noi Associazioni della Alleanza cerchiamo, in collaborazione con le istituzioni di a attivare strumenti territoriali per il controllo e la piena applicazione dei Ccnl nell’erogazione dei servizi, contrastando  il sistema delle gare al massimo ribasso e i fenomeni di sfruttamento del lavoro e il ricorso al lavoro nero.

A questo mondo di lavoratori e lavoratrici, che ci permette di offrire servizi reali, relazionali fondamentali, e di dare occupazione e stipendi, e a tutta l’utenza e alla popolazione soggetta alla emergenza auguriamo che il primo maggio, e, soprattutto dal quattro maggio, un periodo di rinascita e di ripresa, consapevoli che non sarà facile.

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