Assunzione di olio di CBD per poter dormire meglio e superare l’insonnia

Gli studi su come l’olio di CBD influisce sul riposo.

Ogni notte, milioni di persone faticano a dormire. Per qualcuno si tratta di un problema passeggero, per altri è già cronicizzato e influisce negativamente sulla quotidianità.

Una dormita rilassante è fondamentale per affrontare le proprie giornate e dare il meglio di sé, ma è anche importante per l’efficienza del sistema immunitario, per avere un umore stabile, più energia e voglia di fare, e per un benessere a tutto tondo. Purtroppo, la dipendenza da sonniferi e la relativa dipendenza da questi è comune, tra chi non riesce a dormire. Ma ci sono anche degli effetti collaterali da non sottovalutare, come capogiri, intontimento e rischio di collasso cardiaco. Una soluzione può essere l’olio o altri formati di CBD.

Premesse sull’uso del CBD per favorire il sonno

Esistono studi e prove discordanti circa come agisce questo principio attivo. Infatti, il corretto funzionamento dell’olio di CBD per dormire è materia di discussione scientifica. Alcuni studi hanno concluso che non esistono effetti certi, visto che, nonostante l’olio di CBD aiuta ad per addormentarsi ed evitare bruschi risvegli, in alcuni soggetti possono verificarsi effetti contrari. Ad oggi, non si conoscono in profondità i meccanismi con i quali i cannabinoidi regolano l’assopimento. Le ipotesi sono molte: potrebbero avere il potere di cambiare le quantità di dopamina o quello di agire sul sistema cannabinoide, che controlla il ciclo circadiano.

Uso di CBD per l’insonnia sugli animali

Sul Permanente Journal, nel 2019 è apparsa una pubblicazione che trattava il tema dell’utilizzo di CBD per l’insonnia. Misurando i risultati ottenuti il primo mese dall’inizio del trattamento, basato sulla somministrazione di 25-175 mg giornalieri, il 66% dei pazienti ha riportato dei miglioramenti e, al contrario, il 25% ha riscontrato un peggioramento.

Dopo due mesi, il 56% ha notato che il sonno era migliorato ancora rispetto al periodo antecedente, mentre il 26% l’ha vista invece peggiorare ancora. Gli autori hanno però osservato positivamente che gli effetti collaterali nell’impiego del componente della cannabis erano irrilevanti.

Una pubblicazione del 2006, apparsa sulla rivista della Federazione Europea degli Esperti di Biochimica, ha potuto dimostrare che il cannabidiolo agisce come allargante e stimolante dello stato di veglia, ma anche che tende a produrre una riduzione nella estensione oraria della fase REM (associata ai sogni) nei ratti nel loro ciclo di inattività. In cambio, non sono stati percepiti ne rilevati mutamenti nella fase di attività, che avviene nel corso della notte.  Il CBD è apparso così come un amplificatore delle attività nelle zone cerebrali legate alla veglia, e si è notato un aumento di liberazione della dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nel momento in cui si è desti. Il risultato è che i cannabinoidi possono diminuire il sonno REM e risultare utili in persone con disturbi ad esso legati, come per esempio chi soffre di incubi, o chi è affetto da PTSD.

Uso dell’olio di CBD per dormire sugli esseri umani

Nel 2018 dei test sono stati eseguiti non più su animali ma su esseri umani riguardo le capacità dell’olio di CBD per dormire. Questi sono usciti sul Frontiers in Pharmacology, un prestiogioso giornale, con lo scopo di studiare come influisce il CBD su volontari. Chi partecipava riceveva o CBD o un placebo per un paio di notti. Il risultato finale lasciò basiti gli studiosi:  non esiste interferenza sul riposo notturno dei pazienti sani.

Gli insonni che usarono CBD per dormire ottennero dosaggi differenti (40, 80, 160 mg) di CBD dissero di aver riposato meglio e di ricordare meno i sogni fatti, a paragone con chi ha ricevuto il farmaco inerte. Si è quindi arrivati a concludere che la sostanza possa limitare il sonno REM e la frequenza dei momenti di veglia che avvengono nottetempo e che aiuta ad avere ricordo di ciò che si è sognato.

Il docente Peter Eastwood, poi, ha gestito una indagine presso il rilevante Centro per la scienza del sonno, parte della nota Università dell’Australia (UWA). Lo studio, che è stato randomizzato con tattica chiamata “a doppio cieco”, ha determinato non solo l’adeguatezza del trattamento con questa essenza, ma altresì la sua sicurezza. È stato divulgato e presentato sul giornale scientifico Pratical Neurology, e ha visto la partecipazione di 23 pazienti. Questi hanno preso per quattordici nottate la cura e per lo stesso numero di notti il placebo. Fra i due momenti, hanno proseguito con 7 giornate di spaziatura tra trattamenti.  I risultati sono stati eccezionali.

Conclusioni sugli effetti del CBD nell’insonnia

Le ricerche dimostrano che, se da una parte il cannabidiol sostiene un riposo salubre in alcune persone, dall’altra tuttavia possono sortire il risultato contrario, ed amplificare le problematiche connesse all’insonnia. Certamente futuri esami potranno fornire più informazioni e portare a comprendere come questo elemento naturale possa essere adoperato per eliminare i disturbi qui illustrati. Ovviamente, ricorda di consultare il medico!

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