Sui social “risorge” una vecchia struttura del porto di Olbia e c’è chi sogna il recupero

Il caseggiato abbandonato a Olbia.

In una Olbia che cresce e che cambia velocemente, dove il nuovo avanza, tra i palazzi e tanti i centri commerciali dalle insegne di grandi catene, c’è anche una città vecchia, dimenticata e nascosta. Tra chi sogna una città del futuro c’è chi desidera dare una continuità al passato, attraverso il recupero di vecchi caseggiati, come quello sul viale porto di Olbia, ovvero uno stabile utilizzato per il controllo animali vivi destinati all’imbarco.

La struttura, come riporta la targa sulla facciata, era stata costruita dal Ministero dei Lavori Pubblici nel 1951 e all’epoca si trovava a ridosso del mare, quando l’Isola Bianca non era altro che una lingua di terra. L’immobile era una stazione adibita per il bestiame, che veniva lasciato lì e poi controllato in attesa della nave. Lo testimoniano le mangiatoie presenti all’esterno della struttura. Le immagini del luogo come è oggi, abbandonato da diversi decenni, è stato postato sui social ed è diventato oggetto di differenti proposte da parte dei residenti. Tra i tanti c’è chi sogna un ristorante, una birreria e c’è chi lo vorrebbe trasformato in un museo o in un centro di cultura.

Dentro lo stabile anche strumenti storici, come nasse e altri strumenti da pesca, sedie in stile anni ’60, bici, rampini e anche mobili dell’epoca e tra questi c’è chi ha ritrovato i propri oggetti del passato. In quel luogo, ormai abbandonato da tempo immemore, c’è anche chi ci ha abitato.

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