Con il nuovo logo l’Amp di Santa Teresa si avvia a diventare pienamente operativa

Il nuovo logo della Amp Capo Testa-Punta Falcone.

Con una punta d’orgoglio il sindaco di Santa Teresa Stefano Pisciottu, in seduta del Consiglio comunale, ha mostrato al pubblico il nuovo logo dell’area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone. Anche per la realizzazione del logo ci sono state delle difficoltà, ha spiegato il sindaco della nota località gallurese.

Infatti “in un primo momento si era pensato ad un bando pubblico, in seguito la commissione esaminatrice ha affidato a due architetti e ha trovato il marchio vincente, definitivamente approvato dalla giunta comunale”. Ma le difficoltà sono state tante, secondo Pisciottu. Dal 2018, anno in cui è stata istituita l’Amp, con la successiva suddivisione in 4 zone, sono sopraggiunti diversi ostacoli, come il riordino del ministero dell’ambiente, il cambio della dirigenza dell’ente e in ultimo lo stato di emergenza covid.

Ciò ha fatto slittare il varo del regolamento di esecuzione e disciplina che sarebbe dovuto entrare in vigore entro 160 giorni dall’approvazione dell’area marina protetta. Tale regolamento diventerà esecutivo a seguito del parere obbligatorio di una commissione di riserva istituita all’interno del Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare. Approvato due giorni fa in Consiglio comunale, dopo che sono state interpellate le categorie interessate, come quelle dei pescatori e degli addetti agli sport subacquei, il regolamento disciplina tutte le attività svolte entro questo tratto di mare.

In relazione alle attività di diving, Pisciottu giustifica la riduzione del numero di persone coinvolte in ogni singola immersione. “All’inizio si prevedeva la possibilità di immersioni per gruppi di 12 subacquei, poi invece per gruppi di 8, ma ciò può essere compensato dal fatto che i siti di immersione nel nostro mare sono numerosi, quindi tutti hanno la possibilità di immergersi”. Mentre per ciò che riguarda l’attività di piccola pesca costiera (rivolta ai possessori di imbarcazioni che non superano i 12 metri), le norme di riferimento sono rimaste inalterate, ovvero lunghezza delle reti, numero delle nasse, grandezza delle maglie delle reti e degli ami.

Tuttavia è stata apportata una deroga sulla possibilità di continuare a svolgere pesca professionale per tre imbarcazioni della flotta di pescherecci locale, attualmente a pieno regime, che superano di poco il limite dei 12 metri, che resterà in vigore fino all’approvazione definitiva del disciplinare provvisorio. Per la pesca sportiva e ricreativa la novità riguarda la possibilità anche per i non residenti di svolgere questo tipo di attività. Infatti questa può essere autorizzata ai possessori di posti barca annuali ed ai possessori di immobili nel comune teresino, ai locatari di immobili da 6 mesi liberi invece di praticare pesca ricreativa da settembre a giugno.

Rimane il permesso ai possessori di imbarcazioni non superiori ai 24 metri di ormeggiare il proprio mezzo dove consentito, ma senza che sia autorizzata la balneazione ai passeggeri, ciò per questioni di sicurezza dovute alla pericolosità dei traffico dei mezzi natanti all’interno dei campi boa. Per il prelievo del riccio di mare, il dibattito rimane aperto, e quindi anche il divieto fino a quando non verrà effettuato uno studio approfondito sul reale stato di salute di questo piccolo abitante dei bassi fondali. Il parere finale sulle eventuali modifiche al divieto spetta alla Regione.

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