Accusa di frode informatica, disavventura per una coppia di Buddusò

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Coppia di Buddusò al centro di una vicenda di frode informatica.

Una giovane coppia di Buddusò, residente a Olbia, si è ritrovata al centro di un processo con l’accusa di frode informatica. Secondo l’accusa, i due avrebbero effettuato cinque prelievi dal conto corrente di un uomo di Napoli, trasferendo diverse migliaia di euro sui loro conti. Le operazioni erano avvenute tutte nello stesso giorno, il 30 aprile 2020. Il procedimento si è svolto presso il Tribunale di Torre Annunziata, competente in quanto il reato sarebbe stato commesso a Torre del Greco, luogo di attivazione del conto della presunta vittima.

Tutto era iniziato da un’anomalia riscontrata nei movimenti bancari della coppia. Dai loro estratti conto risultava un acquisto online che non avevano mai effettuato. Nonostante avessero notato l’operazione sospetta, non avevano denunciato immediatamente l’accaduto, anche a causa del periodo di emergenza Covid. Successivamente, le indagini li avevano portati ad essere accusati di aver agito in maniera fraudolenta sul sistema informatico e telematico postale, effettuando un’operazione di postagiro di 760 euro dal conto dell’uomo di Napoli al loro conto cointestato.

Dopo tre anni di processo e due udienze, la vicenda giudiziaria si è conclusa con l’assoluzione della coppia. Il giudice ha stabilito che i due non avevano commesso alcuna frode informatica. Il loro difensore è riuscito a dimostrare la loro totale estraneità ai fatti, evidenziando che erano stati essi stessi vittime di un raggiro. Le loro credenziali bancarie erano state rubate e utilizzate da terzi per compiere le operazioni illecite a loro insaputa. La sentenza ha quindi chiarito che non si trattava di truffatori, ma di persone truffate.

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