Le alte temperature al Commissariato di Olbia.
L’estate è appena iniziata e al Commissariato di polizia di Stato di Olbia torna l’emergenza legata alle condizioni climatiche negli ambienti di lavoro. A denunciare la situazione è il Co.I.S.P. Sassari, che ha segnalato il mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione degli uffici, chiedendo interventi urgenti per risolvere il problema.
Secondo il sindacato, anche nel 2026 si è ripresentata una criticità già emersa negli anni precedenti: il sistema di raffrescamento non sarebbe mai entrato realmente in funzione, lasciando gli operatori costretti a lavorare in condizioni definite non più sostenibili. La differenza rispetto all’estate del 2025, viene sottolineato nella nota, è che finora non si sarebbero verificati malori tra il personale direttamente riconducibili al caldo.
Il Co.I.S.P. ha interessato della vicenda il Prefetto di Sassari e il questore, sollecitando l’adozione di procedure d’urgenza per evitare tempi lunghi legati agli iter burocratici ordinari. La segnalazione è stata inoltre inviata alle figure previste dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui datore di lavoro, medico competente, dirigente del Commissariato e responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
In alcune aree del Commissariato le temperature avrebbero superato i 37 gradi, mentre negli uffici considerati più freschi sarebbero stati rilevati valori superiori ai 33 gradi. Una situazione aggravata dalle caratteristiche strutturali di parte dell’edificio, con numerosi ambienti del piano rialzato dotati di ampie vetrate e privi di finestre, rendendo impossibile un adeguato ricambio d’aria naturale.
Tra gli spazi maggiormente interessati dal problema ci sarebbero il corpo di guardia, operativo 24 ore su 24, e le sale d’attesa degli uffici dedicati alle pratiche di polizia amministrativa e ai permessi di soggiorno. A incidere ulteriormente sul caldo interno, secondo il Co.I.S.P., anche la presenza di apparecchiature elettroniche, computer e monitor utilizzati quotidianamente dal personale. Criticità sarebbero state segnalate anche negli uffici della Polizia scientifica e nella sala destinata alla stampa dei passaporti, dove i macchinari per la lavorazione dei documenti contribuirebbero ad aumentare ulteriormente la temperatura. Il sindacato evidenzia come le condizioni registrate siano lontane dai parametri di comfort termico previsti per gli ambienti di lavoro e chiede che vengano trovate rapidamente le risorse necessarie per un intervento definitivo sull’impianto di climatizzazione.
