Giovani stiliste creano una linea di moda sulla natura incontaminata della Gallura

La linea di moda creata da due ragazze a Budoni.

Si chiama Fashinum ed è l’idea nata da due ragazze, Cristina Ladu e Ludovica Fares, entrambe giovanissime, che hanno dato vita ad un nuovo brand di moda, mettendo a frutto i propri studi e il loro amore per la Sardegna e le culture del mondo.

Durante il periodo di lockdown, cioè quando tutto era fermo, loro si sono messe in moto per realizzare mascherine, che hanno poi donato a chi ne aveva bisogno e che hanno riscosso un grande successo. Cristina ha 28 anni e vive a Budoni. “Ho studiato moda alla Sapienza – racconta – ma ho voluto fare qualcosa incentrato alla pratica, dunque ho iniziato un corso di sartoria all’accademia di moda e lì ho conosciuto Ludovica”.

Ludovica di anni ne ha 27 anni, vive a Roma, anche se nelle sue vene scorre sangue sardo. “È un progetto nato tra i banchi – riprende l’amica -. La nostra missione è creare i nostri prodotti con tessuto cotone biologico. Inoltre noi lavoriamo in slow fashion, ovvero su commissione, stando attente agli sprechi e impiegarli per creazioni più piccole”.

Gli accessori realizzati dalle giovani sarte e stiliste sono, al momento, fasce per capelli, elastici e costumi da bagno. Una mission che richiama la natura incontaminata della Sardegna e della Gallura, che intende incontrarsi anche con la cultura africana. “Abbiamo in progetto – prosegue Cristina – di creare accessori con ricami sardi. Ci concentreremo sul creare una piccola collezione che richiama il nostro territorio”.

I loro laboratori sono tra Roma e Budoni. Tanti i progetti futuri, come la creazione di body e kimono. “Quando avremo più fondi – aggiunge ancora Cristina -, faremo accessori più grandi e di varie taglie, come anche coprispalle e magari fondere la moda sarda con quella africana”.

L’Africa è una delle più grandi passioni delle giovani imprenditrici, che vorrebbero, attraverso i loro capi, anche dare spazio all’essere donna nel continente africano. “Siamo in contatto con un’associazione che media con il Burkina Faso – conclude Ludovica – e che si occupa delle donne. Essendo un’azienda al femminile, il nostro scopo è, attraverso l’abbigliamento, quello di dare spazio all’inclusione sociale delle donne acquistando stoffe africane”.

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