Il consiglio comunale sul caso di Cala Finanza.
Il futuro di Cala Finanza è ora appeso alle decisioni del Consiglio Comunale di Loiri Porto San Paolo che si terrà domani, 30 giugno. È tra i banchi dell’assemblea cittadina, infatti, che si gioca la partita decisiva per le sorti dei cinquanta ettari di costa davanti all’Isola di Tavolara. Ed è proprio all’indirizzo della politica locale che da settimane risuona forte lo slogan “Cala Finanza non si tocca“, lanciato da Liberu, movimento indipendentista sardo, per sbarrare la strada a un imponente progetto immobiliare.
La società brasiliana.
In questo suggestivo tratto di costa, la società brasiliana Jhsf Participações, tramite la Tavolara Bay s.r.l. e il marchio di lusso Fasano, ha pianificato un intervento da capogiro: un hotel a cinque stelle, trenta ville, ristoranti, un porto turistico e un campo da golf, pronti a insediarsi nella macchia mediterranea tra Cala Finanza e Punta La Greca.
L’operazione ha ottenuto il via libera dal Governo nazionale sfruttando le procedure agevolate della Zes, che permettono di trasformare una villa esistente in ristorante e di realizzare un glamping con strutture amovibili. Per contrastare questa decisione, è stata organizzata una manifestazione proprio sulla spiaggia di Cala Finanza per mercoledì 1 luglio alle ore 10. Secondo gli esponenti di Liberu, questa non è una vertenza locale ma una battaglia cruciale per l’intero popolo sardo e per la salvaguardia di tutto il litorale dell’isola.
La petizione degli ecologisti.
I riflettori sulla vicenda sono stati accesi inizialmente dal Gruppo di Intervento Giuridico (Grig), subito affiancato da un comitato di cittadini di Loiri, la cui petizione online ha già raccolto oltre centomila firme. Anche la Regione Sardegna è scesa in campo opponendosi alle scelte governative con un ricorso al Tar, la cui udienza è fissata per l’8 luglio.
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Nel frattempo, si muove anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Lai: nel consiglio comunale di domani, martedì 30 giugno, verrà discussa la revoca in autotutela della delibera del novembre 2025. Quel provvedimento, approvato all’unanimità, aveva declassato l’area da zona H a tutela assoluta a zona F2 per interventi turistici minimi, sebbene senza incrementi volumetrici o nuove aree edificabili.
