Continuità territoriale delle merci, la protesta sbarca a Olbia

Continuità territoriale delle merci, la protesta sbarca a Olbia

La protesta sulla continuità territoriale delle merci a Olbia.

A Olbia la mobilitazione dei Riformatori Sardi ha acceso i riflettori sulle difficoltà del trasporto merci da e per la Sardegna, evidenziando un tema spesso trascurato nel dibattito pubblico: l’insularità non riguarda solo i passeggeri, ma colpisce in maniera ancor più rilevante le imprese e la circolazione delle merci. Dopo la partenza di ieri a Oristano, la manifestazione odierna nel porto gallurese ha richiamato l’attenzione sui costi e sulle incertezze legate alla continuità territoriale delle merci, che penalizzano le aziende locali costrette a pagare di più semplicemente per operare in un’isola.

Secondo i promotori dell’iniziativa, il problema non può essere ridotto ai collegamenti dei passeggeri: senza una continuità stabile e garantita delle merci non è possibile assicurare uguaglianza economica, competitività e sviluppo per il territorio sardo. L’azione dei Riformatori Sardi mira quindi a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’urgenza di politiche che compensino i costi dell’insularità in maniera effettiva, come previsto dall’articolo 119 della Costituzione, evitando che la Sardegna continui a subire una disuguaglianza strutturale. La mobilitazione continuerà nei prossimi giorni nei porti di Porto Torres e Arbatax, concludendosi venerdì 30 gennaio al porto di Cagliari, con l’obiettivo di dare visibilità a un tema cruciale per la vita economica e produttiva dell’isola.

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