I controlli all’aeroporto di Alghero.
L’aumento dei flussi turistici durante la stagione estiva ha spinto la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane a intensificare i controlli all’aeroporto Olbia Costa Smeralda e nell’area dell’Aviazione Generale. L’attività congiunta dei militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Olbia e dei funzionari del Distaccamento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha portato all’individuazione di diverse irregolarità riguardanti valuta, prodotti soggetti a particolari autorizzazioni e beni sottratti al patrimonio ambientale dell’isola.
Lo scalo gallurese, interessato da un costante incremento dei collegamenti internazionali, è attualmente collegato con oltre 60 Paesi distribuiti in cinque continenti. Un volume di traffico che ha spinto le autorità a intensificare le verifiche sui passeggeri in arrivo e in partenza, con particolare attenzione ai bagagli e alle movimentazioni transfrontaliere. Tra i settori monitorati rientrano i trasferimenti di denaro contante, i controlli legati alla normativa C.I.T.E.S. sulla tutela delle specie protette e il rispetto delle disposizioni regionali a difesa dell’ambiente.
Sottoposti a controlli centinaia di passeggeri all’aeroporto di Olbia.
Dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno controllato circa 600 passeggeri nell’ambito delle verifiche valutarie. Due persone sono risultate non in regola per aver oltrepassato la soglia prevista dalla normativa senza effettuare la necessaria dichiarazione. La legge impone infatti l’obbligo di comunicazione per somme superiori ai 10 mila euro. La Guardia di Finanza ha applicato sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore ai 4 mila euro ai responsabili delle violazioni, con pagamento immediato previsto dal decreto legislativo 195 del 2008.
Nel corso delle operazioni dedicate al contrasto dei traffici illeciti di prodotti sottoposti a tutela internazionale, gli operatori hanno inoltre scoperto un quantitativo di caviale trasportato senza la documentazione richiesta. Il prodotto, circa 1,3 chilogrammi per un valore commerciale stimato superiore ai 5 mila euro, era nascosto all’interno del bagaglio registrato di un cittadino italiano residente a Dubai, arrivato in Sardegna con un volo proveniente da Londra. Il trasporto è risultato privo della certificazione sanitaria prevista dalla normativa. Gli operatori hanno sequestrato amministrativamente il prodotto e contestato al responsabile la violazione della legge 150 del 1992, che prevede una sanzione amministrativa da 3 mila a 15 mila euro.
Sequestrati alimenti di origine animale e vegetale.
Durante gli stessi controlli, le Forze dell’Ordine hanno individuato anche circa 40 chilogrammi di alimenti di origine animale e vegetale privi della documentazione necessaria a certificarne la provenienza. Gli operatori hanno sequestrato i prodotti trovati nei bagagli di alcuni passeggeri perché trasportati in violazione delle norme europee sull’introduzione di alimenti nell’Unione europea.
La sabbia durata negli arenili della Sardegna.
Un ulteriore fronte di intervento ha riguardato la protezione del patrimonio naturale della Sardegna. Nell’ambito delle verifiche sul rispetto della normativa regionale, due turisti stranieri sono stati fermati dopo essere stati trovati in possesso di circa 5,5 chilogrammi di sabbia prelevata dagli arenili dell’isola. Il materiale è stato sequestrato e, come già avvenuto in altri casi analoghi, sarà restituito all’ambiente naturale di provenienza. La normativa regionale vieta infatti l’asportazione di sabbia, ciottoli e altri elementi appartenenti agli ecosistemi costieri, considerati parte integrante del patrimonio ambientale sardo.
