La Maddalena, ex militare morto per l’amianto, 200mila euro ai familiari

L’ex militare di La Maddalena è stato riconosciuto come vittima del lavoro.

Saranno risarciti i famigliari dell’ex militare morto a La Maddalena di cancro a causa dell’amianto. Il tribunale di Tempio Pausania ha sancito lo status di “Vittima del dovere” per l’uomo, scomparso a 69 anni a causa di un adenocarcinoma polmonare. La sentenza giunge al termine di una complessa battaglia legale che ha dimostrato il nesso causale tra il decesso dell’uomo e i vent’anni di servizio trascorsi tra sale macchine e navi militari.

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La decisione del giudice.

La decisione del giudice impone al ministero della Difesa di risarcire i familiari con 200mila euro, garantendo inoltre gli assegni vitalizi previsti dalla normativa e l’inserimento ufficiale del defunto nella graduatoria nazionale delle vittime del dovere. L’avvocato Ezio Bonanni, legale della famiglia e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha sottolineato come l’esito processuale restituisca giustizia a chi è stato esposto per decenni a pericoli taciuti, confermando una realtà sanitaria ormai drammaticamente nota.

Parallelamente, la vicenda ha segnato un importante punto di svolta giuridico presso la Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno infatti riaperto la posizione di una delle figlie del militare maddalenino, stabilendo che il diritto ai benefici per le vittime del dovere debba essere riesaminato anche per i figli economicamente indipendenti, ampliando così il perimetro delle tutele per i superstiti.

La vicenda.

Durante la sua carriera come nocchiere e meccanico specializzato, il militare operò in ambienti costantemente saturi di fibre d’amianto, senza ricevere alcuna protezione o informazione sui rischi per la salute. Le testimonianze processuali hanno delineato uno scenario critico sull’uso del materiale nell’Arsenale e a bordo delle unità navali, dove l’asbesto era onnipresente, dalle tubazioni alle zone ristoro.

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