Il sopralluogo nel posto dell’omicidio di Cinzia Pinna.
La difesa di Emanuele Ragnedda ha avanzato una richiesta di nuovo intervento tecnico all’interno dell’edificio situato nella tenuta vitivinicola di Conca Entosa, area compresa tra Palau e Arzachena, dove nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2025 ha perso la vita Cinzia Pinna, trentatreenne originaria di Castelsardo. L’imprenditore di Arzachena, che ha ammesso le proprie responsabilità, si trova attualmente detenuto nel carcere di Sassari con l’accusa di omicidio volontario. L’istanza è stata presentata dagli avvocati Luca Montella e Gabriele Satta, che assistono l’indagato nel procedimento penale in corso.
Secondo quanto riportato dal quotidiano L’Unione Sarda, i legali avrebbero rivolto la richiesta alla Procura del Tribunale di Tempio Pausania per ottenere un ulteriore sopralluogo all’interno della struttura. L’attività, secondo quanto indicato nella richiesta, dovrebbe svolgersi alla presenza del consulente tecnico della difesa e medico legale Ernesto D’Aloja. Tuttavia, da parte dei magistrati competenti sarebbe arrivato un diniego rispetto alla possibilità di procedere con un nuovo accesso nell’area interessata dalle indagini.
La vicenda sarà comunque oggetto di valutazione giudiziaria il prossimo 26 maggio, data fissata per l’udienza davanti alla giudice per le indagini preliminari Marcella Pinna. In quella sede sarà esaminata anche l’eventuale possibilità di autorizzare un ulteriore sopralluogo nell’abitazione situata all’interno della proprietà agricola, luogo in cui si sarebbe consumato l’omicidio avvenuto mediante l’esplosione di tre colpi di pistola che hanno raggiunto la vittima al volto.
Il corpo di Cinzia Pinna era stato rinvenuto dopo diversi giorni di ricerche estese in varie aree della Gallura, in prossimità di un albero situato non lontano dall’edificio principale della tenuta. Le attività di ricerca erano state condotte in maniera capillare prima del ritrovamento avvenuto nei pressi della struttura. Nel corso degli interrogatori, Ragnedda aveva riferito ai carabinieri della stazione di Palau una versione secondo cui sarebbe stato aggredito dalla donna con un coltello, circostanza che avrebbe provocato alcune ferite al volto, in particolare nella zona della bocca. Tale ricostruzione è oggetto di contestazione da parte della difesa, che intende approfondire gli elementi tecnici attraverso un nuovo accesso sul luogo.
Gli avvocati Montella e Satta hanno inoltre sollevato osservazioni riguardanti alcuni rilievi tecnici effettuati dai militari dell’Arma all’interno della proprietà, sottolineando come tali accertamenti si siano svolti senza la presenza dei consulenti della difesa. Le verifiche svolte dagli inquirenti restano parte del fascicolo processuale in attesa delle decisioni del giudice competente.
