Militare morto a La Maddalena, dopo 15 anni riconosciuto vittima del dovere

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Enrico Laudati è morto nel 2011 a causa dell’amianto.

Dopo 15 anni Enrico Laudati ha avuto giustizia. Il militare, che aveva prestato servizio per oltre trent’anni alla Marina Militare di La Maddalena, è stato riconosciuto finalmente come una vittima del dovere. Il decesso è stato causato dall’amianto a cui era stato esposto sulle unità navali dell’epoca senza ricevere protezioni adeguate. L’uomo morì dopo anni di servizio a causa di un cancro ai polmoni.

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Il caso.

Tale esposizione prolungata ha manifestato i suoi effetti tragici molti anni dopo il congedo, portando l’uomo alla malattia e al decesso nel 2011, all’età di soli 74 anni. Solo grazie alla tenacia della moglie e del figlio, entrambi residenti a La Maddalena, una recente sentenza del Tribunale di Tempio Pausania ha ricollegato ufficialmente la patologia di Laudati al periodo trascorso a bordo, sancendo lo status di vittima del dovere.

La decisione.

La decisione del giudice ha posto fine a una disparità di trattamento economica, accogliendo il ricorso degli eredi e condannando il Ministero della Difesa ad adeguare l’assegno vitalizio anche a questi casi, equiparandolo a quello previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Questo provvedimento comporta un incremento della quota mensile a 500 euro, con il riconoscimento di circa 60mila euro di arretrati maturati dalla scomparsa del militare.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha dichiarato che la sentenza ripristina un principio di giustizia e uguaglianza costituzionale, garantendo che ogni servitore dello Stato colpito nell’adempimento delle proprie funzioni riceva la medesima dignità e il medesimo sostegno economico.

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