Mutui, in Gallura gli importi più alti dell’Isola, i richiedenti tra i più giovani

emergenza abitativa Olbia

L’ultima analisi sui mutui in Gallura e nel resto della Sardegna.

È in Gallura che si richiedono i mutui più elevati: a ottobre 2026 l’importo medio si è attestato a 142.041 euro, staccando nettamente la media regionale e avvicinandosi ai valori nazionali. Il territorio evidenzia inoltre una durata media dei finanziamenti tra le più alte dell’isola (26 anni e 6 mesi) e un’età media dei richiedenti particolarmente giovane (37 anni e 6 mesi).
È quanto emerso dall’Osservatorio di MutuiOnline.it, a ottobre il TAN medio dei mutui a tasso fisso a 20 e 30 anni si è portato al 3,62%. Si tratta del valore più alto dell’ultimo anno, con un aumento di 28 punti base rispetto a luglio.

Anche i mutui a tasso variabile stanno aumentando e si avvicinano al 3%, attestandosi in media al 2,94%, nonostante la Banca Centrale Europea abbia congelato i tassi a ottobre. Al momento il variabile garantisce un vantaggio di 0,68 punti rispetto al fisso, ma questo margine potrebbe ridursi se la BCE deciderà di aumentare nuovamente i costi a dicembre. Analizzando un finanziamento di 140.000 euro da restituire in 20 anni, chi sceglie il tasso variabile oggi paga una rata di 772 euro al mese contro gli 821 euro necessari per il fisso, risparmiando 49 euro al mese che si traducono in circa 11.600 euro di interessi in meno sull’intera durata. Se a dicembre la BCE dovesse applicare un rialzo dello 0,25%, la rata del variabile salirebbe a 790 euro al mese e il beneficio mensile rispetto al fisso scenderebbe a 31 euro, riducendo il risparmio complessivo nei 20 anni a poco meno di 7.400 euro.

I dati in Sardegna.

Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it aggiornati a ottobre 2026, in Sardegna l’importo medio richiesto per un mutuo si attesta a 129.118 euro. Un valore inferiore di circa 15 mila euro alla media italiana del quarto trimestre 2026, pari a 143.642 euro. Anche il valore medio degli immobili risulta più contenuto: nella regione raggiunge 203.661 euro, contro i 223.079 euro rilevati a livello nazionale nel T4 2026. La durata media dei finanziamenti in Sardegna è di 24 anni e 11 mesi, sostanzialmente in linea con il dato nazionale del quarto trimestre, pari a 25 anni e 1 mese.

In Gallura gli importi più alti.

L’analisi provinciale evidenzia differenze significative all’interno della regione. A ottobre “Olbia Tempio” presenta l’importo medio richiesto più elevato, pari a 142.041 euro. Seguono, per somme richieste, Cagliari con 137.071 euro, Sassari con 129.204 euro e Ogliastra con 125.389 euro. Nuoro e Oristano registrano valori rispettivamente pari a 116.406 euro e 110.327 euro, mentre Medio Campidano si attesta a 102.014 euro. Chiude la graduatoria Carbonia Iglesias, dove il dato scende a 83.917 euro. 

Anche sul fronte immobiliare il capoluogo regionale mantiene un netto primato. Seguono, con riferimento al valore degli immobili, Sassari con 209.015 euro, Gallura provincia con 180.878 euro e Nuoro con 170.938 euro. Ogliastra e Oristano registrano valori rispettivamente pari a 159.556 euro e 153.818 euro, mentre Medio Campidano si attesta a 149.069 euro. Chiude la graduatoria Carbonia Iglesias, dove il dato scende a 118.556 euro.  Per quanto riguarda la durata, i finanziamenti più lunghi si osservano a Ogliastra, con una media di 27 anni e 9 mesi. Seguono Gallura, con 26 anni e 6 mesi e Sassari, con 25 anni e 9 mesi. Durate più contenute caratterizzano Medio Campidano, Oristano e Cagliari, comprese tra circa 24 anni e 6 mesi e 25 anni. Nuoro scende a 24 anni e 2 mesi, mentre a Carbonia Iglesias si registra il valore minimo regionale, pari a 23 anni e 4 mesi. 

Nuoro si distingue per i richiedenti più giovani, con un’età media di 37 anni e 1 mese. Seguono Olbia Tempio, con 37 anni e 6 mesi e Ogliastra, con 40 anni e 3 mesi. Sassari e Oristano registrano età medie comprese tra 40 anni e 8 mesi e 41 anni e 1 mese. I richiedenti più maturi si osservano invece a Medio Campidano, Cagliari e Carbonia Iglesias, tutte con un’età media compresa tra 41 anni e 5 mesi e 44 anni e 3 mesi. 

Le dichiarazioni.

Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products di MutuiOnline.it, commenta: “Oggi il tasso fisso si trova sui livelli più alti dell’ultimo anno, mentre il variabile si avvicina ormai alla soglia del 3%. L’aumento del fisso riflette il rialzo degli indici IRS, spinti dalla crescita dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a 30 anni osservata negli ultimi mesi. Il variabile risente invece delle scelte della Banca Centrale Europea, che quest’anno ha già alzato due volte i tassi di riferimento per contrastare le pressioni inflazionistiche. La pausa di ottobre non va letta come l’inizio di una fase di stabilità: se l’inflazione dovesse restare elevata, la Bce potrebbe tornare a intervenire già nella riunione di dicembre e in quel caso il vantaggio del variabile rispetto al fisso si ridurrebbe in modo sensibile”.

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