Nascite a picco a Olbia, il 28,7% in meno rispetto a 12 anni fa

Neonato

L’inverno demografico anche a Olbia: nascite in calo in città.

Il tasso delle nascite cala anche a Olbia da sempre una delle poche realtà d’Italia con una popolazione in aumento. Un nuovo report di Openpolis svela la situazione della fertilità nei diversi comuni del nostro Paese, mostrando come la situazione delle culle vuote sia drammatica salvo pochissime realtà. Nel 2025 in Italia sono nati soltanto 355.400 bambini ponendo il paese ben lontano dalla soglia di rimpiazzo che corrisponde a 2.2 figli per donna. Nella Penisola, infatti, il 2025 ha segnato un tasso di fertilità di 1.14, uno dei più bassi in Europa, superati soltanto da Malta, Polonia e Spagna.

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Ciò significa che la popolazione italiana continua a invecchiare rapidamente, causando uno spopolamento soprattutto nelle realtà più piccole. Negli ultimi anni è sopratutto il Mezzogiorno a mostrare un calo netto e deciso delle nascite. Un tempo serbatoi di fertilità, oggi in molte realtà meridionali si arriva anche a meno di un figlio per donna. Uno degli esempi più emblematici è la Sardegna, dove il tasso di fertilità è sceso sotto lo 0,90 figli per donna. In questo scenario significa che ci sono tantissime donne che non hanno figli e che sono arrivate alla fine del periodo riproduttivo senza avere avuto bambini.

Le cause del calo.

Le cause del calo di fertilità sono primarie e secondarie. Il calo delle nascite negli anni Novanta, che ha toccato il suo minimo storico nel 1995, ha comportato l’invecchiamento della popolazione, con poche donne in età fertile. Le cause secondarie sono legate alla posticipazione della maternità, fattore che riduce la finestra riproduttiva. Infatti, in Italia, l’età del primo figlio è la più anziana in Europa. Se è più difficile combattere le cause primarie, quelle secondarie si potrebbero affrontare incentivando i servizi per l’infanzia, politiche di conciliazione del lavoro femminile e giovanile.

Attualmente il nostro Paese affronta una doppia problematica che poi è quella che porta a non fare figli o farne di meno. L’occupazione dei giovani è la più bassa in Europa (meno di 5 giovani su 10 lavorano), con contratti precari e stipendi che non sono sostenibili per creare una famiglia. Poi c’è il lavoro femminile che fatica ancora a crescere, sopratutto in alcune zone del Paese. L’Italia detiene il tasso occupazionale femminile più basso in Europa con solo il 56-58% delle donne che possiedono un lavoro. Completa il quadro la carenza di asili nido, i congedi obbligatori carenti per i padri, l’assenza di politiche abitative. Ma come è messa la Sardegna nei suoi comuni della Gallura?

Le nascite in Gallura.

La situazione in Sardegna è drammatica, ma la Gallura è l’area più resiliente dell’Isola. Tuttavia anche un’area movimentata come Olbia sta subendo un calo drastico delle nascite. In giro si vedono sempre meno carrozzine e bambini che scorrazzano nei parchi. Secondo il portale Openpolis, che ha raccolto i dati dell’Istat del 2022, in città ci sono 6,3 nuovi nati ogni mille residenti nel 2022. Le nascite rispetto al 2014 sono scese del 28,7%. Arzachena mostra un calo ancora più deciso: -56,01% nati. Ci sono solo 4,7 nuovi nati ogni mille residenti. Tempio Pausania rispetto al 2014 ha mostrato un calo del 14,53% con 4,7 nuovi nati ogni mille residenti. A La Maddalena la flessione è del 31,32% con 5,2 nuovi nati ogni mille residenti.

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