Un nuovo palazzo a Olbia.
Via Alessandro Nanni, a Olbia, si prepara a completare la sua urbanizzazione con la nascita di un nuovo edificio. Il Comune gallurese ha dato il via libera definitivo al progetto attraverso il Provvedimento Unico numero 348 firmato dal Dirigente del settore Suape, Manutenzioni e Viabilità, l’ingegner Diego Ciceri. Si chiude così un iter burocratico iniziato alla fine dello scorso dicembre, quando la ditta incaricata ha presentato la richiesta per ottenere il permesso di costruire un nuovo edificio nell’area.
L’area.
Potrebbe trattarsi dell’area accanto a villa Tamponi. Il percorso amministrativo si è rivelato particolarmente complesso e ha richiesto un’approfondita attività d’indagine che ha coinvolto numerosi enti. Oltre ai controlli tecnici legati all’edilizia e alla pianificazione del territorio la pratica è passata al vaglio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro per le verifiche del sottosuolo e per la conformità paesaggistica. Anche la viabilità e il traffico della zona sono stati esaminati con attenzione dall’Ufficio strade e dalla polizia commerciale, ottenendo il parere favorevole.
L’iter.
Non sono passati momenti privi di tensione burocratica. Durante la prima fase della conferenza di servizi, svoltasi in modalità asincrona la scorsa primavera, l’Ufficio Edilizia aveva sollevato un parere di non conformità. Il progetto iniziale presentava infatti alcuni contrasti con il regolamento edilizio vigente, in particolare sulle distanze minime dai confini dei terreni vicini, sul calcolo dei volumi dei locali interrati o accessori e sulla mancanza di alcune planimetrie dettagliate e dei titoli di proprietà.
Per superare queste criticità e sbloccare lo stallo, il responsabile del Suape ha convocato una serie di riunioni simultanee e sincrone, che hanno permesso un confronto diretto tra l’amministrazione e i progettisti dell’impresa, tra cui il tecnico incaricato ingegner Rocca. Attraverso la presentazione di diversi documenti integrativi e di varianti progettuali, la ditta è riuscita a risolvere tutte le difformità contestate. Nell’ultima seduta decisiva, l’Ufficio Edilizia Privata ha quindi sciolto le riserve e ha approvato l’intervento edilizio.
